Ci sono domeniche che ricordano quanto è pericolosa la Motogp. È successo a Barcellona nel GP di Catalunya, una gara super movimentata, interrotta due volte con tre ripartenze a causa di due terribili cadute. Tanto lo spavento come la preoccupazione per le condizioni di salute di Alex Marquez e Johann Zarco, che hanno subìto le maggiori conseguenze rispettivamente nel primo e nel secondo incidente.
Fortunatamente entrambi i piloti sono stati dichiarati coscienti. Per il pilota del team Gresini che ha avuto la peggio nella carambola innescata dal contatto con la KTM di Acosta, frattura marginale della vertebra C7 e della clavicola. Spaventosa anche la caduta del francese Zarco. Le immagini hanno mostrato chiaramente la sua gamba incastrata nella parte posteriore della moto di Bagnaia. In un clima estremamente teso, alla fine è stato Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46) a vincere, davanti a Joan Mir (Honda) e Raul Feranandez (Ducati Gresini).
"Ho visto la moto di Alex in mille pezzi. È stato molto difficile mantenere la concentrazione", confessa il Diggia. "Ero preoccupato per tutti i piloti infortunati. Sarei stato contento anche di finire ultimo. Il nostro sport è fantastico, ma giornate così ci ricordano la nostra fragilità. Siamo umani. Spero di rivedere Alex e Johann già al Mugello. Quanto alla vittoria, sono felice per me e per il team, la stavamo inseguendo da tempo".
Il primo a congratularsi con lui è stato lo stesso Valentino Rossi, a Barcellona in veste di super coach dei piloti dell'Academy e proprietario del Team VR46 di Di Giannantonio e Morbidelli. "Che paura", ha commentato il Doctor. So cosa si prova quando si rientra ai box per bandiera rossa nell'attesa di una ripartenza.
Purtroppo, non hai scelta. Cosa fai, abbandoni?". In chiave motomondiale, Marco Bezzecchi (6°) allunga in testa con 142 punti, 15 in più di Martin (18°). Alle loro spalle Di Giannantonio con 116. E ora al Mugello per il Gp d'Italia.