Mihajlovic si commuove ricordando il padre: "Quando è morto io non c'ero"

Mihajlovic ascoltando una canzone a lui cara si è sciolto in lacrime ricordando il padre: "Quando sento questa canzone piango. Prendo una grappa per me e una per mio padre e la bevo alla salute di tutti e due"

Sinisa Mihajlovic sul rettangolo di gioco e nella vita non si è mai nascosto. Anche quando la vita l'ha messo di fronte alla sfida più grande il tecnico serbo del Bologna ha sempre affrontato il tutto a testa alta, con paura, ma con grande rispetto e umiltà. Ospite da Maria Venier a "Domenica In", l'ex giocatore di Lazio e Inter è tornato a parlare della sua malattia, la leucemia, al fianco della moglie Arianna Repaccioni.

Il rimpianto

Mihajlovic ascoltando una canzone a lui cara si è commosso ricordando il padre, morto più di dieci anni fa, proprio quando l'allenatore del Bologna si trovava a Madrid per assistere alla finale di Champions League tra l'Inter di Mourinho e il Bayern Monaco di Van Gaal: "Non c’ero quando lui è morto. Avevo promesso ai miei figli di portarli a Madrid a vedere l’Inter in finale di Champions League ed ero lì. Avevo chiamato mia madre, mi aveva dato l’ok per partire. Poi mi ha chiamato mio fratello e mi ha detto della sua scomparsa. Ora quando sento questa canzone piango. Prendo una grappa per me e una per mio padre e la bevo alla salute di tutti e due".

Una battaglia da vincere

"Sono uno di quelli per cui non è importante partecipare ma vincere. Per cui questa battaglia l’ho affrontata dall’inizio con carattere, con voglia di vincere, di combattere, essendo convinto alla fine di farcela. E ci sono riuscito. Faccio i controlli ogni tre mesi, l’ultimo il 29 ottobre a un anno dal trapianto ed è stato perfetto", il commento di un fiero Sinisa Mihajlovic negli studi televisivi della Rai.

La grande forza

Mihajlovic ha recentemente scritto un'autobiografia "La partita della vita" insieme al vice direttore della Gazzetta dello Sport Andrea Di Caro. L'ex allenatore di Torino e Milan ha affrontato l'argomento come sempre con grande onestà: "Non mi aspettavo tutto questo affetto da parte di tutti, persone famose, gente normale, tifosi di tutti gli stadi, anche quelli a cui non ero simpatico , queste cose mi hanno dato forza. Ho riunito tutti. Questo affetto è stato fondamentale. Sin dall’inizio mi ero detto che non potevo perdere questa battaglia, per me e per la mia famiglia. Ma davanti a tutto questo affetto mi sono detto: non posso deluderli. Non ho mai pensato per un momento di non vincere".

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