Leggi il settimanale

Milan, storia di un autogol

Ibra contro Allegri e la guerra intestina che sta azzoppando la corsa europea. Tare in sospeso, Furlani poco convincente e ovunque c'è sfiducia

Milan, storia di un autogol
00:00 00:00

Il masochismo del Milan è da Champions league. In poche settimane, proprio mentre la squadra ha cominciato ad arrancare in classifica, a perdere colpi e partite, e a rimettere in discussione il principale posto europeo che sembrava scontato, è riuscito a collezionare una serie di guerre intestine, contestazioni del tifo organizzato e non e sondaggi di mercato futuro tali da infliggere al club il marchio del nuovo tafazzismo calcistico. A far esplodere pubblicamente la polveriera poi ha contribuito la rottura dei rapporti tra Allegri e Ibrahimovic, rivisti insieme l'estate scorsa all'inizio della stagione nei vialetti di Milanello discutere amabilmente, e finiti l'uno contro l'altro armati per via di progetti di mercato respinti (Thiago Silva e Mateta) e qualche invasione di campo di Zlatan (colloqui con calciatori) rispedita al mittente dal tecnico livornese. Nel frattempo è successo molto altro a cominciare dai primi contatti di Furlani con alcuni ds (Paratici prima e D'Amico poi) finiti sui siti e sui giornali e che hanno destabilizzato oltre che la posizione del ds Tare anche la credibilità di Allegri presso lo spogliatoio.

In questo clima, dopo la feroce contestazione del pubblico di San Siro rivolta all'ad Furlani e poi estesa anche al gruppo squadra, il Milan così ridotto ha consegnato alla cronaca del campionato l'identico malinconico epilogo delle passate stagioni. L'anno prima, marchiato a fuoco dalla presenza di Ibra, ispiratore con Moncada e la supervisione di Furlani, delle scelte di mercato (da Fonseca a Conceiçao), il disastro è stato totale: sconfitta ai play off di Champions col Feyenoord, sconfitta in Europa league dalla Roma di DDR, sconfitta in finale di coppa Italia dal Bologna, ottavo posto in classifica e Supercoppa d'Italia unica consolazione.

Dinanzi al cedimento strutturale dell'ultimo mese e mezzo del Milan, Ibra non ha più fatto mistero delle sue critiche all'operato di Allegri il quale ha capito dagli incontri sul futuro che i piani societari erano diversi dai suoi. Max ha sempre ripetuto in questi giorni: "Bisogna pensare al bene del Milan e non agli interessi personali". Inutilmente, però.

Anche l'intervento di Furlani, nelle ore passate, prima riunendo gli uffici e poi parlando a Milanello, è apparso tardivo oltre che poco convincente. In queste precarie condizioni ambientali, tecniche e morali il Milan si avvia a giocarsi la Champions a Genova.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica