Milano alza bandiera bianca Hackett impone la sua legge

Sprofondo rosso, da venti milioni di euro, nella notte dove Siena conferma che anche in povertà si può essere più bravi di chi te la racconta come Scariolo, come i suoi dirigenti quando c'è da abbattere un piccolo albero, ma non si ha la forza di spostare le rocce. Siena, con Daniel Hackett grande protagonista della notte va in semifinale contro Varese lasciando nell'emporio le macerie di un anno senza tituli, senza gioie. Milano stroncata sul più bello, battuta 90-80 in gara 7, distrutta dalla fede mensanina di un nuovo cardinale come il figlio di Rudy, 25 punti alla fine, cucinata dalle difese del Luca Banchi che al Forum se la gode davvero. Con Hackett il miglior Moss della serie e il Sanikidze tornato in vita, mentre i 17 punti di Brown sono soltanto fumo persecutorio per la non difesa sua e di Milano. Epilogo peggiore non poteva esserci e ora sarà Giorgio Armani a decidere se i suoi sono davvero bravi da battaglia e non da passerella sui Navigli senza più acqua e con tanti ratti intorno.
La ricerca del settimo sigillo crea atmosfera, fin troppa per certi uomini, non ha importanza se giocatori o arbitri. Siena e la legge del contrappasso, dove un tempo faceva indignare ora si indigna e l'arbitro Begnis che fischia il terzo fallo ad Eze dopo 2'31” dall'ingresso in campo nel secondo quarto è un bel carico. Gli esploratori della notte al Forum hanno facce congestionate, ma Siena parte bene, come giusto per chi è alla ricerca dell'ultimo hurrah. Milano ha la vocazione del gatto che gioca con un topo sfinito, ma esagera e dopo 3'36” si trova sotto 4-13 avendo negli occhi quello capitato a Sassari contro Cantù (2-18 in partenza). Ci pensa Bourousis a sfondare dove Siena ha meno chili e il 7-0 fa respirare l'arena la corte del re. Aspettando il Brown mucca di Bosnia, come l'avrebbe giudicato il professor Nikolic, Siena si riprende qualche spicciolo: 17-22 al primo intervallo.
Milano sempre in bermuda per la sua difesa e quando Eze esce ululando, 3 falli in un baleno, il Brown da 2 su 8 porta a +9 i detentori del titolo che, però, avendo già il bonus dopo le lacrime di Benjamin permette a Milano di ricucire poco a poco anche se i tre tenori, Gentile, Langford ed Hairston lasciano che sia Melli, con Bourousis a prendersi la scena. Dominio a rimbalzo (9-3) anche grazie a Fotsis il diesel dei sentimenti. Siena perde energia, Banchi disperato scopre che Christmas è uno da quaresima delle partite, altro che natale. Erosione sistematica a cui si oppone il solo beccatissimo Hackett (14 punti in 17'). Al riposo la gente respira meglio, sotto la sabbia difensiva si vede il sigillo che porta alla semifinale con Varese anche se c'è ancora da inseguire: 42-44.
Serviva una doccia fredda, ma Milano si rilassa di nuovo e Siena, con passi di bimbo, trovando persino le magie autunnali di Brown la stuzzica, la deprime, la distanzia di 10, 12 punti, ma i debiti difensivi della Mens Sana in bonus ancora troppo presto consentono all'Emporio di non perdere di nuovo la mappa del tesoro, anche se all'ultimo intervallo il 57-68 deprime la sala annichilita dall'ultimo raid di Hackett a tutto campo per il 20° punto della serata.
Il disastro e il capolavoro si sfiorano nell'ultimo quarto. Siena nel suo solito paradiso, questa volta con la classe operaia, con Hackett superbo, Moss straordinario e Sanikidze angelo sterminatore. Scariolo balbetta i suoi quintetti come troppe volte, la gente si ribella, ulula, fischia, scappa via, un disastro di proporzioni immense per chi aveva fatto della presunzione arma tattica nel dirigere le operazioni dentro e fuori dal campo.

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