Le montagne russe interiste alimentate dal tecnico

È un'Inter sulle montagne russe. Encefalogramma impazzito. Ma altro che pazza Inter, qui a essere ondivago è tutto l'ambiente che la circonda.

È un'Inter sulle montagne russe. Encefalogramma impazzito. Ma altro che pazza Inter, qui a essere ondivago è tutto l'ambiente che la circonda. Non si può dire pazza Inter se batte, e bene, avversari decisamente alla sua portata come Getafe, Leverkusen e Shakhtar Donetsk e poi cede di fronte a una signora squadra come il Siviglia. Forse la follia è di chi si abbatte per i punti sprecati con Sassuolo, Fiorentina e Bologna e poi si esalta per le tre vittorie di fila in Europa league senza fare la tara agli avversari. E poi di nuovo si deprime per una sconfitta che comunque non è una bocciatura per la stagione, per il lavoro della società e anche per quello di Conte, nonostante il tecnico salentino sia una delle cause di questa situazione di squilibrio. Certo, perdere una finale brucia, perderla su autogol del giocatore che è il nuovo eroe nerazzurro brucia ancora di più. Ma non è il 5 maggio, qui non si è buttato via uno scudetto già vinto dopo tanti anni di astinenza. E soprattutto qui non c'è una squadra da rifondare come poteva essere quella dei tempi di Cuper. Di questa Inter va solo ricalibrata la valutazione, guardandola con realismo. Chiaro che la squadra di Zhang dovrà e potrà essere la vera rivale della Juve per i prossimi anni, ma sono bastate le tre vittorie di cui sopra a cucirle già addosso il prossimo scudetto. E a far già arrivare Messi in nerazzurro, attratto dal gioco di Conte e dalla galoppata verso la finale di Europa league. Adesso bisogna vedere se Leo pensi ancora a Milano come un paradiso fiscale o veda comunque l'Inter come una squadra inferiore al Siviglia. Ma anche qui sarebbe importante non caricare di attese i tifosi, già per loro indole sull'ottovolante. La squadra va rinforzata, ma non è che a gennaio non sia arrivato nessuno. Conte è stato sempre accontentato, eppure, appena ha perso di nuovo una partita, ha preso le distanze dal club («Abbiamo idee diverse»). Forse l'unico aspetto pazzo di questa Inter è dover ricominciare da capo con un altro allenatore.

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