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È morto Alex Zanardi, il pilota che ha sfidato la vita

L'annuncio della famiglia. L'ex pilota di Formula 1 aveva 59 anni. Dopo l'amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vincendo 4 ori e 2 argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016

È morto Alex Zanardi, il pilota che ha sfidato la vita

Oggi è un giorno triste per l’Italia intera che piange la morte di Alex Zanardi deceduto all'età di 59 anni. Lo ha annunciato la sua famiglia. Avrebbe compiuto il sessantesimo compleanno il 23 ottobre. Zanardi ebbe un gravissimo incidente stradale nel 2020, durante una delle tappe della staffetta di "Obiettivo tricolore", il viaggio che vede tra i partecipanti atleti paralimpici in handbike, bici o carrozzina olimpica. Si andò a schiantare contro un camion che proveniva nella direzione opposta e a nulla è valso il pronto intervento e il trasporto immediato in ospedale con elisoccorso. L'ex pilota di Formula Uno fu operato d'urgenza ma le sue condizioni, critiche fin dall'inizio, sono poi peggiorate. Si era dedicato al paraciclismo vicendo 4 ori e 2 argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Zanardi è stato non solo un immenso sportivo, pilota automobilistico, paraciclista, conduttore televisivo, ma soprattutto un grande uomo, grandissimo esempio per tutti per il suo incredibile spirito battagliero e la sua immensa positività nonostante l’amputazione di entrambi gli arti inferiori, avvenuto nel 2001 quando aveva 35 anni. Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata.

La biografia del campione bolognese

Zanardi nasce a Bologna il 23 ottobre del 1966, da due persone umili e modeste: sua madre era una sarta mentre suo padre Dino era un idraulico. Fin da piccolo Alex si trasferì a Casal Maggiore e fu qui che nacque la sua grande passioni per i motori, appassionandosi alla Formula Uno. Zanardi perse anche una sorella all’età di 13 anni: sua sorella maggiore Cristina morì nel 1979 a seguito, fatalità del destino, di un brutto incidente stradale proprio come il fratello. Alex è sempre stato un uomo semplice e nella vita è riuscito a realizzarsi in tutto: dopo il diploma da geometra ha coronato il sogno di sposarsi con la sua Daniela e i due hanno avuto anche un figlio, Nicolò.

La carriera automobilistica (la F1 nel destino)

I motori erano da sempre nel suo destino dato che fin da piccolo era affascinato dalla Formula Uno. All’età di 14 anni il padre gli regala il suo primo kart e il suo esordio avvenne nel 1980 a Vado e nel 1982 si iscrisse al campionato nazionale, nella categoria 100cc.

Dopo anni trascorsi nel mondo dei kart nel 1988 esordì nella F3 italiana, con una Dallara-Alfa Romeo del team di Coperchini. Nel 1991, all’età di 25 anni si affaccia al mondo della Formula Uno: il suo più grande sogno. Zanardi venne infatti contattato dopo il Gran Premio del Belgio da Eddie Jordan, manager della team, che cercava un pilota che sostituisse Michael Schumacher che si sarebbe poi accasato alla Benetton.

Non riuscì a esordire nel gp di casa, lo fece in quello di Spagna quando la Jordan decise di sostituire Roberto Moreno che non rientrava più nei piani della scuderia: Alex corse in quella stagione per soli tre gran premi ma furono solo il primo assaggio della Formula Uno. Nel 1992 passa a metà stagione alla Minardi dove riuscì a correre altri tre gran premi al posto di Christian Fittipaldi che si fece male durante il gp di Francia.

Nel 1995 Zanardi resta senza contratto e si prese una sorta di piccola pausa di riflessione pur non restando mai realmente fermo. La pausa dalla Formula Uno dura fino al 1999 quando nel luglio del 1998 Zanardi prese contatti con Frank Williams. Il pilota italiano firmò un contratto triennale con il team inglese. In quella sfortunata stagione però colleziona solo ritiri o quasi: gli unici quattro gp portati a termine resteranno quelli di San Marino, Monaco, Belgio.

Il ritorno ai Cart

L’esperienza in Formula Uno ha segnato, in negativo, l’umore di Zanardi che decide dunque di tornare al suo vecchio amore: i kart. Nel luglio del 2000 tornò negli Stati Uniti per sostenere dei test con il team di Mo Nunn, suo ingegnere all'epoca dei titoli conquistati in Champ Car che decise di ingaggiarlo per la stagione 2001 anno in cui prese anche parte al rally di Monza.

L'incidente che gli cambia la vita

La vita di Zanardi è stata costellata da incidenti di vario tipo ma quello del 15 settembre 2001 Zanardi cambiò per sempre la sua vita, in tutti i sensi. Alex si presentò motivato all'appuntamento europeo del Lausitzring ma a tredici giri dalla fine del tracciato tedesco uscendo dai box dopo aver tolto il limitatore di giri, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura, forse per colpa i acqua e olio sulla traiettoria di uscita.

Questo provocò un testacoda micidiale con il veicolo che si intraversò lungo la pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungevano ad alta velocità Patrick Carpentier e Alex Tagliani. Il primo riuscì a evitare lo scontro, il secondo no e l'impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì in via perpendicolare la vettura del pilota bolognese all'altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe, spezzando in due la sua monoposto.

Soccorsi disperati

Lo sfortunato pilota fu subito soccorso con i medici che fecero di tutto per salvargli la vita nonostante versasse in condizioni critiche, letali. Per salvargli la vita, Steve Olvey, capo dello staff medico della CART, fu costretto a chiudergli le arterie femorali per tentare di fermare la grave emorragia.

Zanardi ricevette anche l'estrema unzione da parte del cappellano della serie automobilistica, venne caricato sull'elicottero e trasportato all'ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per quattro giorni. Al miracolato pilota fu rimosso chirurgicamente il ginocchio destro e dopo sei settimane di ricovero e numerosi operazioni subite Alex lasciò l’ospedale per cominciare la lunga e dura riabilitazione, senza i due arti inferiori, ma sempre con il sorriso e senza mai mollare un centimetro.

Coraggio immenso

Nel dicembre dello stesso anno dell’incidente si presentò alla premiazione dei Caschi d'oro promossa dalla rivista Autosprint. Zanardi, qualche tempo dopo, ebbe anche il coraggio di tornare nel circuito tedesco nel quale due anni prima era stato vittima del terribile incidente, per ripercorrere simbolicamente i restanti 13 giri della gara del 2001 a bordo di una vettura appositamente modificata.

Atleta paralimpico

La grande forza di Zanardi è sempre stato il suo carattere forte e positivo nonostante le tante sfortune e avversità subite nel corso della sua vita. Parallelamente alle attività automobilistiche ha partecipato anche ad alcune manifestazioni per atleti disabili e ha intrapreso la carriera sportiva nel paraciclismo dove ha corso in handbike nelle categorie H4 e successivamente H5.

Nell'estate del 2012 si presenta al via dei Giochi paralimpici estivi di Londra, con grande ambizioni di medaglia sia a cronometro sia su strada: il 5 settembre conquista l'oro nella gara contro il tempo svoltasi sul circuito di Brands Hatch e due giorni dopo, il 7 settembre, ottiene il suo secondo titolo paralimpico, stavolta nella prova su strada. L’8 settembre ottiene la terza medaglia ma non più d’oro bensì d’argento, nella staffetta a squadre mista H1-4.

La maratona di New York e la carriera televisiva

Zanardi ha anche preso parte alla sua prima maratona di New York nel 2007, in cui ha colto un sorprendente 4º posto. Nel 2010 fa il suo esordio in televisione dove debutta come conduttore televisivo, conducendo su Rai 3 il programma di divulgazione scientifica “E se domani”, sulla scienza e le nuove tecnologie. Il programma che gli rende però giustizia è “Sfide” condotto sempre su Rai 3 dove racconta le vicende di tanti importanti personaggi sportivi.

Zanardi racconta Pantani a "Sfide"

Il ricco palmares

Zanardi ha vinto diverse medaglie e mondiali nel corso della sua carriera paralmpica e non solo: quattro ori e due argenti tra le paralimpiadi di Londra nel 2012 e Rio de Janeiro nel 2016 più una serie infinta di vittorie tra il 2011 e il 2019 nei mondiali su strada:12 ori, quattro argenti e un solo bronzo nelle tre discipline "Crono" "In linea" "Staffetta".

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Una delle ultime apparizioni tv

Zanardi, nel marzo del 2019, ha preso parte a "Che tempo che fa" programma condotto da Fabio Fazio dove si è raccontato ripercorrendo la sua vita:

Le frasi celebri di Alex

Zanardi, come detto ampiamente, ha sempre cercato di infondere a tutti la sua grande positività nonostante la vita l'abbia messo a dura prova. Alcune delle sue frasi celebri, però, rimarranno impresse per sempre nelle menti dei suoi tanti seguaci e non solo:

"Ci si può drogare di cose buone… E una di queste è certamente lo sport".

"Non è mai troppo tardi, si dice. Ma non è vero: prima o poi il tempo finisce. E che sia nello sport o in qualunque altro campo c'è gente a cui la vita passa davanti senza che se ne renda conto".

"Che mi piacerebbe avere due piedi, non sorprenderà nessuno, ma tra due normali e uno solo di Hamilton boia se mi accontenterei!! Fortissimo!"

"Questa è la chiave. Lo dico ai giovani che vogliono avventurarsi nello sport: se vuoi diventare numero uno per i soldi o le veline non ce la farai mai, forse ce la farai se lo fai per divertirti".

"La verità è che il mondo è pieno di persone meravigliose capaci di ispirare gli altri. Io sono solo più esposto, più spesso sotto i riflettori"

"La notizia, che apprendo ora con voi, della cancellazione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 mi ha spezzato le gambe"

"Mi sarei aspettato di reagire così? Eh no, assolutamente no. Quando avevo visto il film Nato il quattro luglio con Tom Cruise su una sedia a rotelle ricordo che pensai: "Se capita a me mi ammazzo". Invece posso dire che di persone capaci di reagire a queste avversità ne ho conosciute tante altre".

"La partecipazione alle Paralimpiadi? Sono eccitato da questa esperienza, sento però quasi un po' di nostalgia perché è la fine di un'avventura. Siamo alla resa dei conti, ma la parte affascinante sono stati questi anni di avvicinamento, della creazione passo dopo passo di un sogno".

"Credo che la curiosità sia l'unica cosa di cui abbiamo bisogno nella vita. Se sei curioso troverai la tua passione. E i risultati che avrai saranno il risultato di quanta passione metterai nella tua vita".

Riconoscimenti e onoreficenze

Zanardi ha ricevuto tanti riconoscimenti nel corso della sua carriera e tutti, dal primo all'ultimo, hanno sempre avuto una grande valenza soprattutto a livello etico e morale.

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana "Su proposta della presidenza del Consiglio dei Ministri", o una serie di Collari d'oro al merito sportivo, oppure la Medaglia d'oro al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore atletico "Meriti eccezionali in base art.19.2 c) regolamento (brevetto 3080)", solo per citarne alcuni.

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