Nba, il proprietario dei Clippers sotto accusa per frasi razziste

Avrebbe detto alla fidanzata di non portare "neri" alle partite. Obama: "Incredibilmente offensivo e razzista"

Donald Sterling a un match dei Clippers
Donald Sterling a un match dei Clippers

Ha scatenato una bufera una telefonata finita online sul sito di gossip Tmz, nella quale il proprietario dei Clippers, team di basket Nba, pronuncia frasi razziste.

Donald Sterling, proprietario del team, era già stato accusato di discriminazione in passato. A destare scandalo questa volta la richiesta che avrebbe fatto a una donna, identificata come la fidanzata, di "non portare persone di colore alle partite. Nemmeno Magic Johnson".

L'Nba sta indagando sulle affermazioni riportate da Tmz. Nel frattempo i giocatori della squadra minacciano di non scendere in campo in segno di protesta. Magic Johnson, citato da Sterling, ha dichiarato che non interverrà più a nessuna partita del team, finché la proprietà non passerà di mano e detto di essere dispiaciuto per gli amici della squadra che "devono lavorare per un uomo che prova certe cose per gli afroamericani".

Sulla vicenda si è espresso anche il presidente statunitense, Barack Obama, che ha definito "incredibilmente offensive e razziste" le dichiarazioni di Sterling, aggiungendo che "quando persone ignoranti si vantano della loro ignoranza, non c'è molto da fare se non lasciarle parlare".

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