Nibali e Chiellini, gli addii senza la giusta ciliegina

Vincenzo sperava di annunciare il ritiro dopo l'impresa sull'Etna, Giorgio battendo l'Inter...

Nibali e Chiellini, gli addii senza la giusta ciliegina

Alla fine per lo stile e i modi si meriterebbero entrambi la maglia rosa: sia Giorgio Chiellini, così come Vincenzo Nibali. Alla fine hanno provato anche a dare l'annuncio del loro lungo addio quasi allo stesso modo: nel posto giusto, al momento giusto. Due atleti di classe e talento, che hanno segnato un'epoca. Due atleti di prima grandezza, non uniti dalla stessa bandiera perché Giorgio è bianconero nell'anima, mentre Vincenzo sogna il tricolore con il suo Milan -, ma sotto la stessa stella: quella dei campioni.

Alla fine per lo stile e i modi si sarebbero meritati qualcosa di più e di diverso. Sicuramente Chiellini, che si prende i complimenti di Alex Del Piero e di mezzo mondo del calcio, ha sperato fino all'ultimo di sollevare in quell'Olimpico finalmente stracolmo di passione e di colori, l'ultimo trofeo di una carriera semplicemente abbacinante. Invece c'è stata la sua più che convincente prestazione, accompagnata da quella meno convinta dei suoi compagni di squadra, travolti da quelli dell'Inter. E lo stesso sperava di fare o almeno era nelle sue intenzioni Vincenzo Nibali, che sapeva da tempo che il Giro sarebbe tornato nella sua Sicilia, che sarebbe arrivato nella sua Messina, dove appena 15enne se n'era andato per raggiungere la Toscana e gli amici di Mastromarco, per imparare il difficile mestiere di ciclista. Lì, a Messina, avrebbe voluto annunciare urbi et orbi il suo imminente addio alle competizioni, non prima però d'aver domato la muntagna, l'Etna, con la quale non c'è mai stato vero amore, non c'è stato mai stato un feeling vero.

Ad entrambi è mancata forse la ciliegina sulla torta, per guarnire un qualcosa che in ogni caso è ricca e bella, piena di cose buone. Ad entrambi è mancato qualcosa, o forse quel qualcosa è stato di troppo e di inaspettato, che sarebbe stato meglio che non entrasse: una festa nerazzurra sul prato dell'Olimpico con i rivali di sempre di una carriera; così come quel vulcano che ancora una volta ha rallentato il respiro di un campione che spesso ci ha saputo lasciare senza fiato.

Ad entrambi, però, resta la compostezza di un momento: di un gesto. Lo stile e la sportività. L'esempio. Che non si compra e non si vince, nemmeno al luna park.

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