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«Noi di Bmw creiamo il futuro della mobilità Nel 2021 tocca a iNext»

L'ad Krüger: «È il crossover elettrico (600 km di autonomia) e a guida autonoma». I piani

Monaco di Baviera «Creiamo il futuro della mobilità». Sono ambiziosi i progetti di Bmw illustrati dal numero uno del gruppo, Harald Krüger. A partire dalle tre tappe che porteranno, nel 2025, al completamento del piano Number 1 Next, ora alla seconda fase, quella che al 2021 segnerà una crescita ulteriore dei modelli elettrificati insieme ai nuovi progressi nell'ambito della guida autonoma.

Il gruppo si è dotato di piattaforme flessibili, dunque in grado di assecondare le richieste del mercato in tema di motorizzazione. Nel 2020, la X3 sarà il primo modello bavarese a offrire tre varianti: motore termico, elettrico e ibrido plug-in (i nuovi modelli porteranno l'autonomia, nella modalità zero emissioni, a 80 chilometri).

E a proposito di motori, anche Bmw continuerà a produrre diesel sempre più moderni, «ma solo in cinque varianti e sufficienti per tutti i mercati, in particolare per quello europeo».

Obiettivo dichiarato è di mettere su strada, a fine anno, mezzo milione di veicoli elettrificati. Saranno invece 20 le vetture, tra nuove e rivisitate, che si preparano a entrare nelle concessionarie. Spiccano la Serie 1 e la Serie 2 Gran Coupé, che verrà esposta all'Auto Show di Los Angeles, in novembre. «Strizzerà l'occhio ai giovani», sottolinea sicuro il top manager.

La terza tappa avrà, come ciliegina, la disponibilità di iNext, il crossover elettrico con 600 chilometri di percorrenza e la guida autonoma di livello 3; con anche la possibilità, in ambito urbano, di usufruire dei livelli 4 e 5. «La sicurezza è una nostra priorità - precisa subito Krüger -: iNext si presenterà al via, nel 2021, forte di ben 240 milioni di chilometri percorsi durante i collaudi.

Da 15 anni leader nel mercato premium, Bmw punta a rafforzare questa posizione e ad aumentare le vendite, nonostante i non pochi venti contrari, tra rischio dazi, Brexit e normative green sempre più stringenti. La precisazione di Krüger sulla guerra commerciale in corso: «Noi siamo per il libero scambio in quanto porta crescita, benessere e occupazione. E sugli Usa, ricordo che Bmw è il più grande esportatore. Lo stabilimento di Spartanburg, nella Carolina del Sud, compie 25 anni, e ora aggiunge alle altre, anche la produzione di X7», L'ad di Bmw Group si sofferma sul tema della mobilità, «un mercato che a livello globale vale almeno 4 miliardi e che noi vogliamo offrire a 360 gradi». Il punto sull'alleanza con Daimler: «Con loro abbiamo cinque joint-venture. I clienti sono 60 milioni e investiamo 1 miliardo». Il gruppo, intanto, è alle prese con una riorganizzazione interna, attraverso il miglioramento dell'efficienza. «Il nostro obiettivo è diventare più veloci, più redditizi e più efficientì. Ci concentriamo su tre ambiti: clienti e vendite; veicoli; organizzazione della struttura», ricorda Krüger

Da aprile, intanto, i marchi Bmw, Mini e Rolls-Royce convergeranno tutti in una nuova divisione che si occuperà sia del marketing sia delle vendite.

Nel 2018, le consegne complessive del gruppo hanno superato

dell'1,1% quelle del 2017 (2.490.664 unità), mentre i ricavi si sono mantenuti stabili (97,480 miliardi). Gli obiettivi finanziari previsti non sono stati comunque raggiunti. E il 2019 si annuncia ricco di incognite.

PBon

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