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Nole ha perso, ma ha fatto pace con se stesso

"In oltre 20 anni in Australia non mi sono mai sentito così amato"

Nole ha perso, ma ha fatto pace con se stesso
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"In oltre 20 anni qui in Australia non mi sono mai sentito amato da voi come in queste ultime due partite". Se è vero che non bisogna mai rovinare una bella storia con la verità, in questo caso le due cose combaciano: Novak Djokovic ha perso, ma ha fatto pace con se stesso e con il mondo. Eccolo lì, a 38 anni e 8 mesi, sul podio della premiazione con il piatto d'argento di chi non ce l'ha fatta. Eppure ringrazia il suo team "per questo trofeo conquistato", perché non è una sconfitta.

Dio, patria e famiglia sempre più allargata: l'uomo simbolo di un Paese sempre dall'altra parte della storia, stavolta diventa parte di tutto ciò che ha combattuto. A Melbourne il Park era pieno di bandiere della Serbia per trascinarlo all'ennesimo trionfo, però è stato il tifo degli australiani a colpire al cuore, se pensiamo come il Covid aveva rovinato il rapporto con l'uomo che qui ha vinto più di tutti, ovvero dieci dei suoi 24 Slam. È mancato il venticinquesimo e forse non ci sarà mai più, ma proprio dove Novak è stato arrestato, processato, deportato fuori dai confini - in una delle vicende più assurde che la sua testardaggine gli ha fatto vivere si è realizzato il suo sogno: essere amato a prescindere da quello che è. E da quello che non è stato.

C'era anche Rafa Nadal ad applaudirlo, "ed è strano che io sia qui in campo e tu lì sulle tribune, giocare davanti a una leggenda come te". E forse non sappiamo neanche se Nole sia davvero cambiato almeno un po'. Lui in fondo è sempre lo stesso: quando abbraccia gli alberi, quando s'inalbera per la domanda sbagliata, quando trasferisce famiglia e torneo in Grecia per fare un dispetto al presidente del suo Paese. Però, alla fine, persino Alcaraz ha finito per celebrarlo quasi scordandosi di festeggiare se stesso: "Sei un esempio per tutti noi tennisti e per tutte le persone".

Djokovic ha incassato con un sorriso: "Sapevo dentro di me che sarei potuto ancora arrivare a giocarmi una finale, ma non ne avevo l'aspettativa. Adesso chissà cosa succederà, solo Dio lo sa". Intanto, a Melbourne, c'è già stato un miracolo.

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