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Non è "erede di": Fischnaller si gode un podio tutto suo

Per anni etichettato successore di Zoeggeler. Dopo il bronzo di Pechino, si ripete

Non è "erede di": Fischnaller si gode un podio tutto suo
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Le polemiche, in una sera come questa, non dicono nulla. La pista Eugenio Monti è uno spettacolo. È circo, teatro, festa popolare. Il budello è questo: ghiaccio, velocità, silenzio che esplode in un boato. Cortina si incanta mentre Dominik Fischnaller scivola giù, preciso, pulito, con quella testardaggine altoatesina che non è retorica: è natura. È l'ottava medaglia italiana di questi Giochi, ed è di bronzo. Arriva da un veterano che non ha mai smesso davvero di crederci. Fischnaller è uno di quelli che per anni hanno chiamato "l'erede di Zoeggeler", come se bastasse un cognome e una pista per replicare una leggenda. Non è andata così. Non ha avuto quella carriera immaginata, quel dominio assoluto. Ma ha avuto qualcosa di più raro: la resistenza.

A PyeongChang 2018 fu quarto per pochi millesimi, un soffio crudele. A Pechino 2022 si riscattò con un bronzo che pesava come un oro. Eccolo: adesso è di nuovo sul podio olimpico. Due bronzi ai Giochi non sono una nota a margine. Sono storia, sono continuità. Dominik Fischnaller è altoatesino come Dominik Paris, e come Paris non molla mai. È stato l'unico dei ragazzi delle discipline del budello ad aver portato l'Italia a medaglia già nel 2022, e lo rifà qui, per dire a tutti che gli anni non si contano, si attraversano.

Sorride e si prende questo bronzo con la calma di chi sa quanto vale. Non è banale per niente. È la decima medaglia italiana nel singolo maschile dello slittino, la diciannovesima complessiva.

Dentro quel metallo c'è tutto: la pazienza, la famiglia di slittinisti, la vita passata a inseguire il ghiaccio. E c'è anche Emily Sweeney, moglie americana e atleta olimpica, conosciuta proprio grazie ai cinque cerchi. Il bronzo di un uomo che non è diventato Zoeggeler, ma è diventato Fischnaller. E basta questo.

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