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Ora il Diavolo badi al Napoli e Gasp pensi alle 10 sconfitte

Buone notizie dal lago, il Como è quarto, da champions

Ora il Diavolo badi al Napoli e Gasp pensi alle 10 sconfitte
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La Lazio sistema le faccende dell'Inter, la vittoria sul Milan spegne euforie di rimonta e colpi di scena in classifica, Chivu stia sereno, Allegri badi piuttosto al Napoli di Conte, patetica la scenetta del livornese con Leao, Milan a -8. Nell'Olimpico tornato una cosa seria, la squadra di Sarri ha trovato ritmo e gioco anestetizzando i rossoneri con evidenti limiti difensivi, De Winter-Estupinan non sono tra i primi mille difensori della storia milanista e soltanto Maignan ha finora mascherato tali deficienze. Buone notizie dal lago, il Como è quarto, da champions. Ha vinto una partita non bellissima ma lo ha fatto sulla Roma cacciandola dall'area della grande coppa. Merito di Fabregas, merito di una proprietà che sta investendo, il Como è solo uno dei cento marchi dei fratelli Hartono, merito di un ambiente che sta sognando l'impossibile. Di contro il clima della capitale è carico di veleni. In due settimane Gasperini è riuscito a passare da un virtuale +7 sulla Juventus a un effettivo -2 dagli stessi bianconeri, dieci sconfitte sono una macchia che non si può cancellare con le chiacchiere o gli strilli dell'allenatore, le assenze romaniste non sono esclusive, basta controllare tutte le altre in corsa, giovedì nel ritorno di Europa League, contro il Bologna, si capiranno altre cose sul lavoro dell'erede di Claudio Ranieri, per il momento la piazza giallorossa si è resa conto che i volantini della propaganda sono bagnati. La stessa Juventus è rinata e nelle prossime nove partite tenterà di recuperare il terreno perduto, sperando che il 12 aprile, giorno di Como-Inter accada qualcosa di positivo per i progetti di Spalletti.

Ma per la capolista sarà anche l'occasione di uscire dai fumi di queste ore, l'arbitraggio di Manganiello ha tolto all'Inter l'eventuale vittoria sull'Atalanta, Chivu si allinea ai lamenti dei suoi colleghi ma infuriarsi e scrivere di arbitri e di Var è diventato noioso e inutile come i dibattiti su Garlasco e il referendum. Nel caso degli arbitri, però, non si può cambiare canale.

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