Ottavio Bianchi svela: "Vi dico io la verità su Maradona..."

L'ex allenatore del Napoli Ottavio Bianchi ha raccontato Maradona: "Ho avuto la fortuna di allenare il giocatore più forte di ogni tempo"

Diego Armando Maradona è stato un vero e proprio idolo per i tifosi del Napoli e la sua morte ha sconvolto il mondo intero. Ottavio Bianchi, suo ex allenatore ai tempi del club azzurro, grazie al talento del Pibe de Oro vinse uno scudetto, una Coppa Italia e una Coppa Uefa e ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha voluto ricordare la figura del suo prediletto: "Diego era un uomo estremamente generoso. Un leader nato. Non per quello che faceva in campo, ma per come si comportava con i suoi compagni. Non l'ho mai sentito rimproverarne uno per un passaggio sbagliato. Li difendeva tutti, li spronava, li caricava, pur essendo lui di un altro pianeta rispetto a loro".

Ottavio Bianchi è poi andato ancora più in profondità parlando dell'uomo Diego, fuoriclasse dal talento innato e cristallino:"Non so neanche se si rendesse davvero conto della sua straordinarietà. Lui si divertiva a giocare, come quando era un ragazzino in Argentina. Negli spogliatoi palleggiava con i limoni. Quando pioveva si buttava nelle pozzanghere con il pallone come fanno i bambini. Diego aveva l'ingenuità e la gioia dei bambini". L'ex allenatore di Inter e Roma ha poi ammesso: "So di essere stato in quegli anni l'allenatore del più forte calciatore di ogni tempo".

Come un Picasso

Bianchi si è poi prodigato in lodi sperticate per quelli che molti hanno definito il "Dio del calcio": "Come davanti a un quadro di Picasso o alle grandi opere degli espressionisti che ho sempre amato. Lo guardavo inebriato e ogni volta che aveva la palla tra i piedi avevo la sensazione di assistere a qualcosa di perfetto, unico e irripetibile. Ho avuto un enorme privilegio, assistere ogni giorno alla realizzazione dei suoi capolavori: perché le prodezze che tutti ricordano, le sue punizioni impossibili, i gol da centrocampo, le serpentine, le acrobazie, io le ho viste replicate dal vivo milioni di volte".

L'ex allenatore del Napoli ha poi parlato dei problemi extracalcistici dell'ex fenomeno del calcio mondiale: "Nessuno, neanche un uomo carismatico come lui poteva sopportare quella pressione assurda, pazzesca in ogni angolo del mondo. Non voglio giustificarlo. Non voglio sminuire i suoi errori e i suoi sbagli. Ma quella grancassa intorno, quei lacchè disposti sempre a dirgli sì e a offrirgli qualsiasi tentazione sono stati la sua rovina. L'errore imperdonabile o inevitabile è non averlo aiutato ad accorgersene prima. Avremmo dovuto dirgli tutta la verità: guarda Diego, giochi a pallone da Dio, ma sei soltanto un uomo".

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Commenti
Ritratto di perSilvio46

perSilvio46

Ven, 27/11/2020 - 16:26

Chi fosse Maradona lo ha detto il divino Sallusti: ERA UN COMUNISTA! E questo deve bastare, altro non si deve e non si può dire.

Klotz1960

Ven, 27/11/2020 - 17:26

Contate i figli non riconosciuti, abbandonati o trascurati da questo ceffo in Argentina, Cuba e Italia. Sono circa 10. Ha incontrato il figlio italiano nato nel 1986 per la prima volta a 17 anni e l'ha riconosciuto a 24. Maradona ha continuato ad atteggiarsi a "vittima del sistema". I suoi figli senza padre di chi sono vittime?