È come trascinarsi verso qualcosa di più importante. Di mezzo c'è questo turno di campionato, il Napoli ha portato via da Cagliari tre punti e basta, risolti in minuti due da McTominay, così acchiappando il secondo posto e mettendo pressione oggi al Milan che affronta il Torino e vuole o deve riprendersi il dovuto. La Juventus vuole restare aggrappata alla giostra della champions league e non può farsi condizionare dal Sassuolo che è alle prese con un imprevedibile contagio di pertosse che ha isolato mezza squadra, sembra di essere tornati al tempo della scuola e alle sette malattie dei bambini, questo offre anche il nostro football nel quale tutto è possibile, ad esempio che la Roma le buschi comunque e a marzo sia fuori dal giro ma nessuno tocchi Gasperini che, se non avesse goduto della propaganda, sarebbe già con la valigia pronta. Non è certamente il Lecce, domani, a doverne decretare il futuro ma, a parte il ricordo buffo di una partita contro i salentini che significò uno scudetto mancato, occhio alla piazza romanista che sta incominciando a mal digerire le 14, in lettere quattordici, sconfitte in 40 partite, non proprio il carnet di un rivoluzionario. Curiosa la sfida tra Bologna e Lazio perché gli emiliani hanno fatto felice i tifosi biancazzurri per avere eliminato la Roma e perché la Lazio ha forse trovato il passo per un finale di stagione tranquillo. Poi c'è Fiorentina-Inter che, stando alla classifica, consentirebbe solo chiacchiere e distintivi ma i toscani sono reduci dalla promozione al turno successivo di Conference e hanno recuperato Kean che potrebbe essere l'uomo mercato per il Milan del prossimo futuro.
Ma, come detto in avvio, tutto questo non basta a tenere sotto traccia la prima partita che conta nella storia dell'anno, giovedì, Bergamo, Italia-Irlanda del Nord, sperando di tornare in campo martedì 31 o a Cardiff o a Zenica. Siamo in perfetta linea con i peggiori anni del nostro calcio.