Perisic ferma i fischi, Suning vota Pioli

Domani l'annuncio. Pesanti contestazioni a Thohir e alla società. Vince la linea italiana

Perisic ferma i fischi, Suning vota Pioli

Milano Tocca a Stefano Pioli. È lui il vincitore del reality per la panchina dell'Inter. Dunque un normalizzatore per rilanciare una squadra che nonostante la vittoria sul Crotone ha tanti problemi irrisolti. In campo e fuori perché la contestazione dei tifosi si è fatta dura colpendo trasversalmente squadra e società, nessuno escluso. Volantinaggio pesante contro Thohir e apprezzamenti solo per De Boer.

Quindi Pioli, il decimo allenatore dopo il triplete, avrà molto da fare. Intanto oggi si libera dal contratto con la Lazio. Poi l'Inter darà l'annuncio ufficiale entro domani. Come da interlocutorio comunicato di ieri: "Nelle prossime 48 ore verrà annunciato il nome del nuovo tecnico. In questi giorni si sono succeduti diversi incontri che sono la prassi quando un club ha il dovere di trovare una guida sicura e certa per il futuro della squadra". Dunque il prescelto è Pioli: ha prevalso la linea italiana, quella sostenuta dal ds Ausilio e dal dg Gardini. Suning ha preferito non fare un altro azzardo dopo quello fallito con la scelta di Frank De Boer. Lo stesso Ausilio ha spiegato: «Abbiamo visto tre persone, tutti insieme, fa un po' ridere perché spesso c'è del cinema intorno all'Inter». Talvolta in qualche modo provocato. Però il ds nerazzurro assicura che «un'Inter divisa non esiste. Ci sono stati dei problemi e qualche errore, ma c'è una proprietà nuova da 4 mesi. I rapporti con Kia Joorabchian? Se ha un rapporto con Suning non ci riguarda. Lui è l'agente di Joao Mario e non mi risulta essere quello di Candreva, di Ansaldi, di Gabigol e nemmeno del tecnico che l'Inter prenderà».

E infatti sarà Pioli. Un'ulteriore conferma dall'avvocato di Marcelino che lasciando Milano ieri nel primo pomeriggio si era lasciato sfuggire: «Hanno scelto Pioli». E con Zola già rientrato in Spagna sabato, si torna di fatto a quanto sembrava già scontato dopo l'esonero di De Boer una settimana fa, quando l'ex allenatore della Lazio era già dato a un passo. Tanto che riceve anche l'investitura involontaria da Stefano Vecchi che nel dopo partita si lascia scappare: «A Pioli dico che lascio un ottimo gruppo». L'Inter sistema così la panchina, ma conferma indirettamente anche la grande novità nell'organigramma della società, la risoluzione del contratto con l'ad Michael Bolingbroke perché sempre nel comunicato di ieri il club nerazzurro annuncia che "parallelamente verrà reso noto un cambio a livello dirigenziale".

E anche sul fronte societario bisognerà dare un segnale forte: per questo solo una parte della delegazione è rientrata in Cina. Perché ieri la contestazione al club e ai dirigenti è stata pesante. «Solo chi va in campo sta facendo peggio di questa società inesistente. Le premesse per disonorare 108 anni di storia ci sono tutte quante... Attenzione perché poi la situazione diventa pesante». Questo il primo messaggio poi un altro con precisi obiettivi: «Ci sono un inglese, un cinese e un indonesiano che vogliono farci tornare la barzelletta d'Italia». Bolingbroke, Suning e Thohir i destinatari, con il primo che però è già fuori dai giochi. Alla squadra un "dovete correre" a lettere cubitali esposto a più riprese. Poi i fischi a fine del primo tempo cancellati dal gol di Perisic e dalla doppietta di Icardi.

Nello staff di Pioli ci sarà anche Walter Samuel, all'esordio contro quel Milan sopra i nerazzurri di 8 punti e in piena zona Champions. Obiettivo dell'Inter confermato da Icardi che sul futuro allenatore dice: «Se arriva un italiano che già conosce tutto andrà meglio». Il benvenuto del capitano.

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