La Premier contro il fantacalcio diventa una spy story

Caos all'Aston Villa: formazione nota per le fanta mosse dei tesserati. Guardiola: "Immorale"

Domenica scorsa l'Aston Villa ha perso in casa contro il Leicester City, e ci può stare visto che i Foxes sono terzi in classifica e che nel Villa mancava, per la prima volta da dicembre 2019, il trequartista Jack Grealish. A fine partita l'allenatore Dean Smith era infuriato: non per la sconfitta ma per la fuga di notizie sulle condizioni fisiche di Grealish, che a suo avviso aveva favorito gli avversari. Smith aveva promesso un'indagine interna per scoprire il colpevole, ma il colpevole è stato identificato presto: un profilo Twitter, FPL Insider, gestito da un 32enne norvegese che è, curiosamente, proprio tifoso dell'Aston Villa. Henning - di lui si conosce solo il nome di battesimo - infatti ha creato un bot che segue tutti i profili di fantafootball di calciatori, allenatori ed assistenti di Premier League e registra le loro scelte, dettate dalla conoscenza diretta di infortunati e indisponibili. Le informazioni vengono pubblicate sul profilo Twitter, corredate anche dall'identità di chi ha effettuato le scelte di formazione: Grealish, ad esempio, già due giorni prima della partita era stato tolto dalla squadra di fantafootball da tre compagni di squadra, dal responsabile tattico e dal fisioterapista, che ovviamente più di qualsiasi altro conosceva la sua situazione.

Creato a inizio febbraio, FPL Insider aveva 27.000 follower due giorni fa ed era salito a oltre 40.000 ieri, ma la sua cresciuta non ha raccolto molti consensi proprio tra le squadre di Premier League. Pep Guardiola, sempre pronto a dare lezioni di superiorità morale agli altri, lo ha definito «immorale», ed è probabile che alcuni allenatori ora raccomandino a giocatori e staff di fare attenzione. Henning, da parte sua, è dispiaciuto che l'episodio scatenante sia accaduto proprio al suo Aston Villa ma ha anche ribadito che la sua attività è del tutto legale: «Il bot non fa altro che raccogliere e confezionare in un tweet informazioni disponibili a chiunque».

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