Marco Lombardonostro inviato a MelbourneTutto cominciò così: «Vuoi arbitrare? Non andrai da nessuna parte». È finita che Romano Grillotti ha girato il mondo ed è diventato il Federer italiano senza mai giocare. Lui stava sulla sedia, lo ha fatto per più di 7500 partite di alto livello: è l'unico arbitro italiano gold, ovvero il massimo. Ed anche ora che si è ritirato da un po' è venuto comunque a Melbourne per una specie di aggiornamento professionale: «Vado a vedere come si comportano le nuove leve».Da McEnroe a Djokovic: ne ha visti da quella sedia.«Tanti. E non sono mai finito in una black list dei giocatori. Il segreto è saperli trattare. Certo, dire che sono tutti simpatici...».Ovvero?«Ovvero McEnroe era antipatico allora e lo è oggi quando gioca tra i senior. Lendl protestava per nulla. Però loro almeno non erano cattivi. Come Connors intendo».I più educati?«Ah, senza dubbio Federer. Ma il mio preferito è Edberg».Ora, bando alla diplomazia.«Guardi: quella mi manca. Non è un caso che non ho mai fatto il supervisor a Roma... Per fortuna c'è l'Atp, così ero sulla sedia nella finale Nadal-Federer 2006, quella in cui Roger si è preso la strizza sul 4-1 del quinto set e ha perso».Capito. Allora: il più simpatico in assoluto?«Senza dubbio Marat Safin. Una volta gli diedi il warning per aver scagliato la palla con violenza: si avvicino alla sedia e salì gli scalini minaccioso. Poi mi sussurrò: ti amo lo stesso. L'anno scorso in un'esibizione mi ha baciato sulla guancia».Com'è oggi il tennis?«Detto che Kyrgios è pazzo e che Fognini non ha capoccia, manca il rapporto umano di una volta».E c'è il fenomeno scommesse. Dica la verità: un arbitro se ne accorge se«Ovvio. Una volta cacciai dal campo un giocatore su un set pari. Mi disse: Volevo risparmiarmi per il terzo. Eh, sì: ciao Poi ci fu Palermo».Quando?«Anni fa. Un top di allora perse un match che non avrebbe mai perso neppure col mal di stomaco. Avevo capito tutto. E infatti poi seppi che certi amici suoi avevano puntato fino a 700mila dollari. Ma non c'erano prove».Il nome?«No. Veniva dall'est. E poi comunque il tennis per lo più è pulito e non è solo questo a condizionare le partite, oggi».Davvero?«Certo: ha presente l'Occhio di falco? Ecco: a volte sbaglia anche di un centimetro, ho fatto le prove. Mi dicono: sbaglia così per tutti. Capirai: se sbaglia sul match point Il fatto è che oggi l'arbitro ha palmari, computer, radiomicrofoni, però non sa più gestire le situazioni di campo. Tipo quella volta con Haas...».Racconti.«Contestò le mie chiamate: Basta, fidati dei tuo giudici di linea!. La palla dopo venne infilato da un passante finito fuori.
Lo vidi, ma il linesman non disse nulla. E nemmeno io: Vedi? Mi fido...».Chi vince a Melbourne?«Djokovic, dovrebbe. Che tra l'altro mi sta simpaticissimo. Però non è che lo visto così bene in questi giorni: da quando si è sposato è così tirato».«Quando un match è venduto ce ne accorgiamo»
Parla il Federer degli arbitri: «Quella volta che cacciai dal campo un giocatore...»
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