Le ragazze del Setterosa un esempio da seguire per le azzurre del pallone

La Nazionale lotta nel football per la parità di genere, già ottenuta dalle sorelle pallanuotiste

Le ragazze del Setterosa un esempio da seguire per le azzurre del pallone
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Alba azzurra con sfumature rosa. Da Giappone e Nuova Zelanda arrivano due grandi imprese, firmate da due squadre azzurre al femminile che, idealmente, si tirano la volata nei rispettivi Mondiali e non solo. Dalla pallanuoto al calcio, dal Setterosa alla Nazionale, quella di ieri è stata una giornata da incorniciare per gli sport di squadra femminili. Le danze le hanno aperte le azzurre in calottina. Il quarto di finale contro gli Stati Uniti, campioni del mondo per quattro edizioni consecutive e campioni olimpici per tre volte di seguito, sembrava uno scoglio insormontabile. Eppure, le nostre ragazze hanno confezionato un'impresa memorabile, tale da scomodare quelle del mitico Setterosa di inizio anni 2000. Un capolavoro firmato dalle parate di Banchelli, dai gol di Giustini (tripletta), Bianconi (doppietta) e Marletta e dalle palombelle di Picozzi e Tabani, che hanno sancito lo scatto decisivo verso la semifinale di domani (ore 10) contro l'Olanda.

Nell'era della lotta contro il divario di genere, delle istanze di uguaglianza anche e soprattutto nello sport, quello del Setterosa può rappresentare un clamoroso assist anche per il calcio femminile, in prima linea nella battaglia per la parità tra sportive e colleghi maschi. In un gioco muscolare, in cui il corpo a corpo e i colpi proibiti sono essenziali almeno quanto il gesto tecnico, le ragazze della pallanuoto hanno ormai da anni conquistato la più importante delle battaglie: essere percepite come alfiere di uno sport davvero paritario, con la stessa considerazione di quello maschile. A cominciare dal soprannome, quel Setterosa appunto che fa da contraltare al Settebello, col quale è universalmente identificata la nostra nazionale femminile in calottina.

E allora è bello pensare che le azzurre del calcio abbiano raccolto questo ideale invito delle connazionali in vasca, con l'obiettivo di seguire le loro orme nello sport maschio per eccellenza. A Auckland, la Nazionale si è presa tre punti d'oro nel debutto Mondiale contro l'Argentina. Una partita subito fondamentale per inseguire l'obiettivo del passaggio del turno, che col passare dei minuti pareva però diventare sempre più destinata ad uno 0-0 scivolosissimo per il prosieguo del torneo. Serviva un guizzo, un graffio rapace, per sbloccare l'equilibrio. E a trovarlo non poteva che essere uno dei simboli del movimento: all'87' Cristiana Girelli, appena entrata, ha schiacciato in rete un colpo di testa perentorio, facendo esplodere la festa azzurra. «Abbiamo ricevuto tante critiche, a volte anche esagerate e ingiuste, ma non ci siamo abbattute. Per me e le mie compagne è una soddisfazione rappresentare questa Nazionale» ha detto la nostra numero 10, prima italiana a segnare in due Mondiali. La strada è ancora lunga, ma la qualificazione è un po' più vicina.

Nella seconda gara del girone (sabato, ore 9.30) ci aspetta la Svezia, tra le favorite per la conquista del titolo. E agli ottavi potremmo incrociare gli Usa, che nel calcio femminile dettano legge praticamente da sempre. E se finisse come nella pallanuoto?

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