Il rigorista Jorginho e lo spirito di Wembley

Qualora dovesse capitare un rigore, sarebbe bene incaricare ancora una volta Jorginho, sì proprio lui, l'autore di quei due errori, a calciare dagli undici metri. Non gli tremerebbero i piedi. Diventerebbe il segnale per tutti

Il rigorista Jorginho e lo spirito di Wembley

Per chi volesse imbastire processi prematuri - specie all'estero e di lingua inglese - nei confronti della Nazionale campione d'Europa ridotta a guadagnarsi il passaggio al mondiale del Qatar attraverso due esami di riparazione, è bene ricordare un piccolo dettaglio.

Se l'Italia di Mancini è da ieri sera a Palermo, in attesa della sfida con la Macedonia del nord, ebbene lo si deve solo ed esclusivamente a un paio di rigori falliti da Jorginho nei due confronti diretti con la Svizzera. Sono stati quei due match ball mancati a scavare la differenza nella classifica del girone, accompagnata - per completezza d'informazione - dalla scarsa vena denunciata dall'attacco azzurro, già segnalata ai tempi della cavalcata verso Wembley e che ha spiegato la convocazione di Joao Pedro.

Il ricordo è indispensabile per segnalare che è vero, c'è stata una sorta d'involuzione della squadra nei mesi successivi al trionfo di Wembley, ma non tale da mortificarne brutalmente i connotati e le abitudini calcistiche. Il ct Mancini ha fatto abilmente, durante le ultime settimane, professione di sicurezza non solo in pubblico ma in privato visitando città dopo città il nucleo storico del club Italia, ricordando loro quali siano state le virtù che hanno guidato i colori del calcio italiano alla conquista del titolo continentale. Adesso c'è anche un modo molto concreto e volutamente simbolico per dimostrare la fiducia intatta negli uomini e soprattutto nel calcio coraggioso mostrato durante l'estate 2021.

Qualora dovesse capitare un rigore, sarebbe bene incaricare ancora una volta Jorginho, sì proprio lui, l'autore di quei due errori, a calciare dagli undici metri. Non gli tremerebbero i piedi. Diventerebbe il segnale per tutti, per il resto del gruppo, per i rivali di oggi e di martedì prossimo, per chi pensa che sia arrivato il momento di far scendere dal cavallo bianco il ct e i suoi eroi di Wembley. Naturalmente non è l'unico provvedimento da adottare. Bisognerebbe nel frattempo recuperare il palleggio efficace e geometrico mostrato all'esordio dell'europeo con Turchia e Svizzera, per far capire che si può sbagliare una, due volte, ma non sempre.

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