RomaBella, vincente e addirittura tra le big dei campionati europei. La multietnica Roma di proprietà americana e con un tecnico franco-asturiano stupisce l'Italia, ma anche il resto del continente. Garcia è già entrato nella storia giallorossa con sei vittorie di fila nelle prime sei gare: in Europa a punteggio pieno come la Roma solo le leader della Liga Barcellona e Atletico Madrid (sette su sette) e, in un torneo meno prestigioso, la belga Standard Liegi (nove successi).
Nemmeno le «ricche» francesi Monaco e Psg (tre pareggi in 8 partite) e le tedesche ultime finaliste di Champions Bayern Monaco e Borussia Dortmund (sei successi su sette) sono riuscite a partire così bene. «Non esiste una squadra perfetta nel calcio, esiste il talento e noi abbiamo giocatori con questa dote», ha sottolineato Garcia dopo la cinquina inflitta al Bologna. Il club di Trigoria galoppa in campionato (è la quinta squadra in serie A a conquistare un filotto del genere dopo Milan, Inter, Livorno e Juventus) e continua a guadagnare posizioni anche sulle lavagne dei bookmaker esteri. I giallorossi, come riporta Agipronews, partivano da una quota di 40, offerta ora drasticamente tagliata a 8 volte la posta.
Difesa bloccata (un solo gol subito come l'Olympiacos in Grecia), centrocampo possente con un De Rossi rigenerato dalla cura del «sergente» di Nemours, attacco anomalo con nessun punto di riferimento in avanti, un Gervinho che ha ritrovato fiducia sotto la guida di chi lo aveva lanciato in Ligue 1, e un «falso» numero 9, il sempreverde Totti. Ma per completare la ricetta del brillante inizio romanista, bisogna citare l'ultimo ingrediente: la normalità ritrovata. Dopo due anni trascorsi tra il tentativo di avviare una «rivoluzione culturale» con la scommessa Luis Enrique e quello di giocare la carta del sentimento con il ritorno di Zeman, si è forse arrivati alla quadratura del cerchio.
Quindi, al di là della semplice aritmetica (18 punti conquistati - già superata la somma di quelli ottenuti dall'ex Barcellona e dal boemo -, 17 gol segnati, battuto il record di 16 dopo 6 turni della stagione 1960/61), l'instant team allestito dal dg Sabatini unita al lavoro sul campo di Garcia evidenziano la voglia di fare un calcio bello e redditizio. E c'è un gruppo che sembra cementarsi ogni giorno di più. Fare peggio delle ultime due stagioni orribili non era impresa semplice, ma la fame di risultati è sicuramente una delle armi di questa squadra. Chi aveva sofferto l'anno scorso sta ritrovando il sorriso, chi non c'era, fatica a pensare all'inferno vissuto dai nuovi compagni.
«Quella con il Bologna è una prestazione che rende la squadra consapevole delle sue potenzialità, ma ancora non abbiamo vinto nulla: serve fiducia, non rilassatezza», il chiaro messaggio di capitan Totti. Piedi per terra, dunque, in attesa dei primi veri test con l'Inter a San Siro e con il Napoli all'Olimpico (manifestazione no Tav permettendo, si fa strada l'ipotesi dell'inversione del campo) dopo la sosta per gli impegni delle nazionali.
Roma bella e tosta «Gente di talento»
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