Rossi, Dovi, Lorenzo & C. Tutti a caccia di Marquez

Il fenomeno campione: "Io al top solo tra un mese". Nonno Vale: "È sempre il primo giorno di scuola"

Semafori che si spengono, adrenalina che sale e scende a mille come al luna park. È tutto pronto per una nuova e appassionante stagione del Motomondiale. Si riparte, ancora una volta, dal Qatar con il consueto programma: libere al venerdì, pole al sabato e gara alla domenica (la corsa della MotoGp è in programma alle 18, anche se i piloti vorrebbero anticipare la partenza alle 19). Ma, soprattutto, si riparte da come si era concluso tutto 116 giorni fa a Valencia nel 2018. Con Marc Marquez nei panni del cannibale e dell'uomo più veloce del Circus. Forte dei sette titoli Mondiali conquistati (cinque nella classe regina, di cui tre negli ultimi tre anni), con soli 26 anni d'età appena compiuti, lo spagnolo potrebbe riscrivere ancora una volta la storia del motomondo. Quest'anno, però, nel box si ritroverà un rivale scomodo e agguerrito come Jorge Lorenzo. Entrambi acciaccati, sono in ripresa dai rispettivi infortuni. «Ho già dimenticato il problema alla spalla spiega Marquez alla vigilia -, e dunque sono vicino al 100% e la stagione è lunga». Più lenta, invece, sarà la guarigione di Lorenzo: «Ho ancora bisogno di un mese per essere al top».

Non solo l'Armada Spagnola, però. I riflettori della nuova stagione sono di nuovo puntati su Valentino Rossi, alla sua 24ª stagione nel motomondo e fresco di compleanno numero quaranta. «E' un po' come il primo giorno di scuola. Mi aspetto tanti piloti al vertice, spero di esserlo anche io. La Yamaha? E' migliorata, quanto non so ancora». Molti si chiedono se l'eterno Rossi sarà in grado di lottare per il decimo titolo. C'è chi dice di sì; molti, invece, sono certi del contrario. A sostegno di quest'ultima tesi, c'è da dire che il Dottore arriva da una stagione nella quale ha mancato l'appuntamento con la vittoria. Certo, la Yamaha dello scorso anno non è stata all'altezza della sua fama, però l'ultimo successo di Vale sulla M1 rimane quello di Assen 2017 (il suo ultimo titolo, invece, risale al 2009), quando alla veneranda età di 38 anni e 128 giorni diventò il più anziano vincitore nella storia della MotoGp. «Rossi fa bene a correre ancora». Lo dice il rivale di sempre, Max Biaggi, capace di vincere il 2° titolo Superbike a 41 anni, insomma non uno qualunque. Vero che Fergus Anderson vinse un Gp, nella classe 500 e nel lontano 1953, all'età di 44 anni e 237 giorni, ma quelli erano altri tempi. E il motomondiale si evolve, tanto che, tra le novità di quest'anno, è stato deciso che la Q1 e la Q2 si estenderanno a tutte e tre le classi e che nel regolamento ci sarà il «Long Lap Penalty», allo scopo di sanzionare quei piloti che non rispetteranno i limiti della pista.

C'è da dire che se la Yamaha, più con Viñales e meno con Valentino, nei test invernali ha fatto intravedere qualche segnale di risveglio, la Ducati tutta italiana sembrerebbe la moto più veloce del lotto. Toccherà ad Andrea Dovizioso, liberato dal peso di un compagno ingombrante come Lorenzo e ora spalleggiato da Danilo Petrucci («Voglio fare meglio del 5° posto in classifica»), tentare l'assalto a Marquez per migliorare i due secondi posti degli ultimi due anni. «Sono stati dei test un po' strani confessa Dovizioso -. Ma partiamo con fiducia».

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