Sampdoria-Vialli, l'affare si ingrossa: spunta fondo anglo-russo

Per il Sole 24 Ore, dietro alla trattativa che potrebbe portare Gianluca Vialli alla presidenza della Sampdoria non ci sarebbe solo il fondo americano York International, ma anche l'hedge fund anglo-russo Pamplona. E non solo

Sampdoria-Vialli, l'affare si ingrossa: spunta fondo anglo-russo

Il fondo che vuole la Sampdoria è americano. No, è inglese. Invece è proprio americano, ma spalleggiato da un magnate che conosce indirettamente Putin. Quanta confusione sotto il cielo blucerchiato. Da tempo il club di Massimo Ferrero è oggetto di una trattativa che potrebbe portare Gianluca Vialli al vertice della società. E se a un certo punto l'affare pareva ormai concluso - tanto che l'ex presidente Enrico Mantovani si era sbilanciato con un malizioso tweet - nelle ultime ore lo scenario sembra cambiato. Secondo il Sole 24 Ore, a voler rilevare il pacchetto azionario della Samp non sarebbe solo il fondo York International del Ceo Jamie Dinan - già proprietario della franchigia Nba dei Milwaukee Bucks - ma anche l'hedge fund anglo-russo Pamplona.

I fondi e gli uomini che vogliono la Samp

E non solo. In pratica, sarebbe una cordata di quattro soggetti a stare lavorando per l'acquisto della Sampdoria. Due gli investitori internazionali, entrambi già operativi in Italia: lo York International - noto per investimenti immobiliari come quello sull'area di Porta Vittoria a Milano - e il Pamplona Capital Management, che possiede il 5% di Unicredit e una quota di Octo Telematics, un'azienda telematica che vende prodotti all’industria assicurativa e automobilistica. Ma le sorprese non finiscono qui, visto che oltre a questi due fondi di private equity potrebbe esserci l'impegno diretto di due persone fisiche, cioè i capi dei due fondi: Jamie Dinan e Alex Knaster. Il primo, come detto, è Ceo del fondo York è già proprietario di un club americano di pallacanestro. Più sfuggente la figura del secondo, il russo Alex Knaster, con un passato lavorativo negli Usa in alcune major petrolifere e bancarie e in buoni rapporti con il russo Mikhail Fridman, amico di Putin e capo di Alfa Bank.

Il tutto sotto l'egida di Gianluca Vialli, vero tessitore della maxi-operazione insieme a Federico Oliva, enfant prodige della finanza internazionale, e soprattutto un altro intermediario spuntato nelle ultime ore: Fausto Zanetton, altro amico di Vialli con cui l'ex attaccante di Sampdoria e Juventus ha fondato la piattaforma di crowdfunding "Tifosy". E c'è dell'altro. Perché Zanetton, come spiega sempre il Sole, ha un passato in grandi banche d'affari a Londra avendo lavorato per giganti come Morgan Stanley e Goldman Sachs.

Ma il "Viperetta" gioca al rialzo

Massimo Ferrero, però, non intende mollare così facilmente. Intercettato venerdì davanti alla sede della società prima del cda che secondo alcuni avrebbe dovuto ratificare il passaggio di proprietà del club blucerchiato, ha minimizzato così la vicenda: "Io pensavo di essere esperto di cinema, ma voi siete più bravi di me. Fate una grande fiction. C'è solo un cda per approvare il bilancio che è richiesto dalla Covisoc e dalla Uefa. Non si possono dire bugie, perchè non albergano in me. Dopo la firma verrà pubblicato e vedrete da soli che cosa succede". Per poi aggiungere: "Sono molto orgoglioso che la Sampdoria sia ambita da gruppi industriali e da grossi imprenditori internazionali, vuol dire che ho lavorato bene. Un giorno verrà magari qualcuno a portare cose serie, non queste buffonate".

Smentita a cui però credono in pochi, visto il perdurante silenzio di Vialli e la sua decisione di mettere in stand-by la possibile nomina a capo delegazione della Nazionale. Senza dimenticare l'affidamento a Mediobanca del ruolo di advisor della trattativa da parte dello stesso Ferrero che, nell'ultimo cda del 2018, aveva fatto entrare in società l'ad di Banca Progetto, Paolo Fiorentino. Un grande intreccio tra hedge fund e banche d'affari in cui il "Viperetta" è entrato con la sua solita sfrontatezza per provare a giocare al rialzo. I 100 milioni offerti dallo York International non bastano a Ferrero che infatti ha fatto presente alla controparte l'esistenza di un'offerta di un fondo britannico, l'Ufp Aquilor Capital. Ma l'investitore sarebbe ancora in una fase iniziale delle discussioni e quindi in ritardo rispetto allo York, che avrebbe già completato la due diligence, ovvero l'analisi dei conti del club.

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