Schiaffone a Letta: azzurri tutti in piedi

L'Italia di Roberto Mancini resterà in piedi negli ottavi contro l'Austria: ecco la decisione finale

Schiaffone a Letta: Azzurri tutti in piedi

''A Wembley resteremo in piedi come gli austriaci''. Gli azzurri non si inginocchieranno contro l'Austria in segno di solidarietà al movimento Black lives Matter: ecco la posizione definitiva dell'Italia sul caso che sta animando i dibattiti nelle ultime ore.

La questione poteva diventare scivolosa, soprattutto dopo Italia-Galles quando la scelta di inginocchiarsi in appoggio al movimento Black Lives Matter, non era stata condivisa dall'intera squadra. L'immagine con mezza squadra in piedi e mezza inginocchiata non si ripeterà e tutti si comporteranno allo stesso modo. Su questo punto il gruppo è stato sin da subito in sintonia. La decisione è stata presa in maniera unanime, tutti i giocatori italiani resteranno in piedi contro l'Austria, lo stesso faranno Arnautovic e compagni. Di fatti nessuna nessuna richiesta è stata fatta alla Uefa e a questo punto non c'è più tempo per cambiare. Pare difficile inoltre che il gruppo possa invertire la rotta e cambiare linea nel prosieguo del torneo. La decisione è condivisa anche da Carlo Ancelotti che intervistato da Il Giornale ha ricordato: ''Non è fondamentale inginocchiarsi per qualche secondo. Non si risolve la questione. Il tema vero è educare le nuove generazioni alla questione del razzismo che è ancora presente nelle nostre società''.

Vince la linea del buon senso, la stessa caldeggiata dal presidente della Figc Gabriele Gravina, lasciare piena libertà alla squadra di decidere. ''Giocatori inginocchiati per il Black Lives Matter? Massimo rispetto per tutte le forme di dimostrazione contro la discriminazione razziale. Noi non imponiamo nulla, noi lasceremo liberi i nostri ragazzi. Chi conosce la Figc - aveva dichiarato il presidente della Figc alla conferenza stampa di chiusura di Casa Azzurri - sa che noi poniamo in essere ogni attività contro ogni forma di razzismo. Questo non può essere frutto di imposizione, ognuno assume le sue convinzioni attraverso le sue sensibilità più o meno tangibili. Con i ragazzi ne avevamo parlato, sapevamo che il Galles lo avrebbe fatto ed era previsto nel protocollo pre gara. I ragazzi sono stati liberi, qualcuno si è inginocchiato e altri hanno applaudito come i tifosi''.

Nel resto dell'Europa le altre Nazionali non hanno tenuto la medesima linea. Se il Belgio di Lukaku ha partecipato in modo compatto, per esempio i giocatori della Russia sono rimasti tutti in piedi. La Francia, invece ha modificato la propria scelta dopo le proteste in patria decidendo di non inginocchiarsi più. Il dibattito si è acceso anche in Inghilterra e la divisione ha riguardato anche la scena politica. Da una parte l'ok di Boris Johnson, dall'altra la dura critica di Nicolas Farage. La discussione in casa nostra invece ha creato una prevedibile divisione tra ''buoni e cattivi'', ''anti-razzisti e non'' ma al di là del merito delle diverse posizioni occorreva innanzitutto che la squadra di Roberto Mancini prendesse una decisione definitiva sul da farsi. La scelta fatta di sicuro non farà piacere alla sinistra italiana e a tutti quelli che della questione ne avevano la solita bandierina ideologica.

A dare il via ci aveva subito pensato Claudio Marchisio. "È una protesta importante - aveva sentenziato - avrei preferito che gli azzurri si fossero inginocchiati tutti". Tempo ventiquattr'ore ecco il segretario del Pd Enrico Letta rincarare la dose: "Vorrei fare un appello ai nostri giocatori: che si inginocchino tutti, perché francamente l'ho trovata una scena pessima. Se si mettono d'accordo sugli schemi di gioco - ha detto a Otto e mezzo su La7 - si mettono d'accordo anche su quello, è meglio anche perché i gallesi erano tutti inginocchiati, gli italiani no". A dispetto di questi accorati appelli l'Italia resterà tutta in piedi. Di sicuro non inginocchiarsi non significa non combattere il razzismo. Sembra scontato ma forse non lo è per tutti.

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