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"Siamo state le apripista per Goggia e Brignone. Le avessi sfidate, chissà..."

L'ex campionessa, Isolde Kostner: "Loro però hanno vinto di più. E possono farlo ancora"

"Siamo state le apripista per Goggia e Brignone. Le avessi sfidate, chissà..."
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A Selva di val Gardena, nel suo storico garni, ma anche nella sua nuova vila Aiet di Ortisei ha parlato chiaro: "Nei prossimi 15 giorni la tv è mia!". Ieri a casa Italia, in Triennale, ad inaugurare la super mostra d'arte del Coni, poi al Meazza.

Isolde Kostner, lei non è solo una campionessa, ma una super tifosa! Quale sport avrebbe voluto fare oltre lo sci alpino?

"A 15 anni in Comitato feci dei test: mi dissero Hai poca forza veloce, ma buona resistenza, quindi hai sbagliato sport, devi fare fondo".

Avevano torto!

"Sarei stata in squadra con Stefania Belmondo, Manuela di Centa &co....".

Nessun problema: di ossi duri ne ha battuti

"Le mie doti di scivolatrice le ho usate in discesa!".

A Torino 2006 rinunciò per la cosa più bella.

"Scoprii di aspettare il mio primo bimbo: avrei comunque smesso appena dopo, non era stato un grande avvio di stagione. Fu uno choc: felicissima, ma dispiaciuta per tutto il team".

Qualche mamma è tornata a gareggiare: ieri Ceccarelli, oggi Lollobrigida...

"Non l'ho mai pensato. Nello sci alpino è più difficile. In altri sport ti alleni vicino a casa o in un palazzetto. Noi d'estate andiamo in Sudamerica, come fai?".

Nessuno dei vostri figli ha fatto l'atleta: traumatizzati da mamma troppo forte?

"I due piccoli sciano... per spostarsi! Il grande ha fatto gare fino a 14 anni. Poi è andato a studiare fuori dalla val Gardena e non poteva più conciliare le cose. Forse non aveva quella caparbietà. Quello della scuola resta un problema: lo sport dovrebbe essere una materia, come per esempio in Usa, non uno ostacolo".

Niente Torino, ma lei a Cortina e a Sestriere, ha tanto gareggiato e vinto: come si gestisce il terreno di casa?

"A me la pressione ha sempre dato energia e più concentrazione. Certi allenatori facevano apposta ad arrabbiarsi, così dopo sciavo meglio".

Oggi tocca già agli uomini.

"La Stelvio si addice a molti di loro: per me possono andare a medaglia tutti e quattro! Sarà una gara interessantissima".

Eravate più valanga rosa voi o le nostre ragazze in pista domani?

"Noi eravamo una squadra forte - Deborah, Sabina Panzanini, Lara Magoni &Co -, ma non abbiamo vinto la coppa generale che è arrivata con Brignone, le medaglie della Goggia e di questa generazione. Fede ha fatto un miracolo, tornando. Pirovano è come me a Lillehammer, a 18 anni. Avevo appena vinto la prima gara, quando in pista morì Ulrike Maier. In Norvegia partii con la consapevolezza che prima o 20ª sarebbe stata esperienza, poi ho vinto 2 bronzi".

Quale il punto chiave di Cortina? Chi sfiderebbe oggi?

"Per me è la parte centrale da cui portare velocità verso il falsopiano del Rumerlo, però ci sono tante curve più in alto dove si può perdere la gara. Oggi? Mi sarebbe piaciuto gareggiare con Goggia o Brignone, ma dai, forse meglio così! Loro continuano la nostra storia".

Vonn, miracolo di ortopedia?

"No, psicologico. Tornare ad allenarsi da atleta con le sue ginocchia, è fuori dal mondo. Io per lei ho avuto paura a tutte le gare. Se non cadeva a Crans, era medaglia sicura".

Qual è la sua Olimpiade di oggi?

"L'agonismo non è salutare: si va sopra ai limiti. Mi piacerebbe promuovere lo sport over 50.

Il 70% della popolazione è in sovrappeso, poi ci sono donne che si vergognano ad andare in palestra per qualche kilo di troppo. Vorrei creare dei programmi anche per fare ginnastica in casa: questo è lo sport che fa vincere tutti!".

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