Soldi o potere assoluto. Conte e l'Inter divisi da 50 milioni di motivi

Vuole due annualità, Zhang non cederà. E si sente inascoltato. Su questo i cinesi potrebbero aprire

Soldi o potere assoluto. Conte e l'Inter divisi da 50 milioni di motivi

Resta difficile capire perché in una situazione così delicata e da risolvere in fretta, Conte, Zhang e Marotta debbano vedersi solo domani, dopo 3 giorni di sole e mare per tutti. L'ha fatto trapelare l'Inter, già a Colonia, scatenando una volta di più l'ira dell'allenatore. Per questo, non ci sarebbe da stupirsi se l'incontro venisse anticipato a oggi. Del resto, non c'è tempo da perdere e la soluzione per risolvere il folle caso dell'estate nerazzurra (2 secondi posti dopo anni di carestie, ma si parla solo dell'allenatore che vuole andarsene) non è semplice da trovare. Ballano soldi, e ancora di più potere.

Di Conte e del suo carattere si è detto tutto, così come della sua incapacità di gestire situazioni a lungo termine: logorato dall'ansia e dai fantasmi di nemici che vede ovunque, spesso in casa, il tecnico non riesce mai a onorare un contratto fino in fondo. Stavolta siamo, saremmo, al record: un solo anno, contro i 3 previsti dall'accordo dorato siglato nella primavera 2019. Che l'incontro sia oggi o domani, sarà un lungo e durissimo braccio di ferro. Comanda Conte, ma solo in apparenza. Se vuole, se ne va. Basta che lasci sul tavolo i 2 anni restanti a 12 milioni netti ciascuno, che mal contati al lordo sfiorano i 50. Rinuncia all'ingaggio, stringe la mano a Zhang, dice semplicemente ciao all'ultimo nemico Marotta (Ausilio, nemico della prima ora, se vuole, nemmeno lo saluta) e tutto è risolto, preoccupandosi semmai come fece un anno fa Gattuso col Milan solo dei compensi che spetterebbero ai suoi collaboratori tecnici (3 milioni netti).

Ma Conte non farà così. E allora non comanderebbe più lui. Proverà a transare, dicendosi magari disposto ad accettare un anno su due (sarebbe un altro gran colpo, dopo quello spuntato in tribunale col Chelsea: tanti soldi che però poi devi investire nel modo giusto) e qui la palla passerebbe a Zhang, che nel caso Icardi ha però già dimostrato grande freddezza e potrebbe negare ogni transazione, indicando semplicemente la porta e la via d'uscita. L'unica cosa che Steven Zhang non farà mai è licenziarlo, per quanto lui e più ancora suo padre siano arrabbiati con l'illustre collaboratore. Sarebbe la soluzione ideale per Conte: libero e pagato. Ma non s'illuda. Il bilancio non permette all'Inter un mercato stellare (il caso Messi esulerebbe dal semplice mercato), tanto meno di pagare 3 allenatori (Spalletti, più Conte, più il sostituto designato Allegri: sarebbero 45/50 milioni lordi in una sola stagione). Conte ha già certamente pensato a chi mai tra le ricche squadre d'Europa gli affiderà un altro incarico, quindi è ovvio che non voglia andarsene a mani vuote. Per questo, potrebbe spostare la trattativa dai soldi al potere all'interno del club. Senza bisogno di chiedere la testa di Marotta o Ausilio, ma esigendo di poter dire la sua su ciò che più gli sta a cuore, ovvero gli acquisti. Voleva Vidal, ha avuto Eriksen: l'Inter ha speso 20 milioni, lui non l'ha fatto giocare. Uno spreco. Voleva Dzeko e ora schiuma rabbia perché il bosniaco può finire alla Juventus. Un rimpianto.

Gli va bene Tonali, si farebbe andare bene Kumbulla, ma sono altri i giocatori che chiede per il definitivo salto in alto. Non si sente ascoltato, pretende di esserlo. E qui Zhang potrebbe cedere, nella speranza di medicare il malato, ovvero l'Inter. Basterà per guarirla o sarebbe solo un'illusione, figlia dell'emergenza?