Come Pierino Gros, quella volta nel 1976, su Gustav Thoeni, come Gabriella Paruzzi e Stefania Belmondo nel 2002 e, in mezzo, Josef Polig con Gianfranco Martin nel 1992, ma anche il bob del 1956 e lo slittino del 1994. Da ieri c'è anche lo skicross negli annali delle doppiette la sull'Olimpo. Dietro a Deromedis, ha chiuso, di tattica e sangue freddo, Federico Tomasoni. A 28 anni è alla sua prima Olimpiade e le sue lacrime hanno fatto il giro del mondo e sono salite fino al cielo. Lo sci sembrava avergli dato tutto e, invece, gli ha tolto già tanto. Sulla neve aveva trovato l'amore: si chiamava Matilde Lorenzi. Una tragedia, ancora senza risposte, se l'è portata via, a fine ottobre 2024, durante un training in val Senales. "Per i primi due mesi ho vissuto in piena confusione, la sognavo tutte le notti", raccont Federico.
Dopo un anno di silenzi, un processo ha messo sotto accusa anche due allenatori federali. Tomasoni ha sofferto, soffre, diviso fra il ricordo e la missione di sciare ancora per lei. Ai microfoni non riesce a pronunciare quel nome a cui va però la dedica con un bacio alla medaglia e al cielo. "Essere ai Giochi era già un sogno, le fiabe esistono: la medaglia è per lei. Ho pensato tanto a questo momento ed ora è realtà".
Figlio d'arte, suo padre Battista è un istruttore nazionale. Abitano a Castione delle Presolana: il monte Pora è da sempre il loro piccolo campo base e al passo c'è anche una pista di bob artificiale. Ma Tomasoni ha sempre voluto sciare: prima l'alpino, poi il cross. Così ha fatto ieri sotto la neve di Livigno che lui ha riscaldato con quel sole grande sul casco: è il simbolo della fondazione Matildina4safety che la famiglia Lorenzi ha creato per contribuire alla sicurezza sugli sci.
"Portarlo sul casco è una cosa in più", dice prima di affondare il volto nell'abbraccio del compagno: "Hai sofferto tanto, anche noi, questo è il tuo primo podio e vai a medaglia: non è una casualità, te la sei meritata", chiude Deromedis, stringendo quell'abbraccio d'oro e d'argento, ma soprattutto condiviso.