Da direzioni di gara "horror" a termini "splatter" il passo è breve. L'ennesima giornata no dei fischietti, tra il problema di un Var che ormai interviene anche al di là di un chiaro ed evidente errore e la mancanza di uniformità nelle decisioni di fronte a situazioni simili o addirittura identiche, è stata corredata da dichiarazioni colorite. O meglio splatter, appunto. "Così dovrei fare? Prendere una mitragliatrice e sparare su tutta la classe arbitrale?", così il presidente Lotito dopo Lazio-Fiorentina e altri episodi a sfavore lamentati verso il fischietto Sozza (fermato dai vertici arbitrali insieme ai "varisti" del match Pezzuto e Prontera: non visto il rigore di Gila e generoso quello concesso a Gudmundsson, ndr). La settimana scorsa Lotito aveva inviato una lettera alla Lega di serie A che lamentava come questi episodi non possono essere dettati solo dalla casualità. Da Napoli, poi, il commento di Conte per il gol annullato a Hojlund: "Non so dove si sarebbe dovuto mettere il braccio, cosa deve fare? Amputarselo? Diventa difficile così, ma andiamo avanti". Ritenendo poi il rigore fischiato per gli avversari del Verona "una valutazione particolare, ma la accettiamo". La direzione di Marchetti è stata ritenuta ok sia per il mani di Buongiorno in area che per la rete annullata.
Niente splatter, ma un intervento a gamba tesa come quelli che sanzionava in campo prima di essere coinvolto nello scandalo di Calciopoli. È dell'ex arbitro di Tivoli Massimo De Santis che ritiene "l'Aia (l'associazione degli arbitri, ndr) completamente allo sbando, si devono cambiare i vertici e ripartire da zero. Con il Var si è stravolto un po' tutto, non si hanno più certezze. Il problema non è l'aiuto tecnologico ma la sua applicazione.
A me sembra che questa classe arbitrale abbia smesso di dirigere le partite e si limiti ad aspettare le decisioni di chi sta in sala Var. E il problema maggiore è che le società, i giocatori e gli allenatori hanno perso fiducia verso i direttori di gara".