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VUVUZELA

La sceneggiatura è degna di un reality show. Perché il melodramma della nazionale francese è andato rigorosamente in diretta davanti alle telecamere che hanno ripreso prima l’ammutinamento dei giocatori, imbufaliti per l’espulsione di Anelka da parte della Federazione, e poi la confessione live di Ribery con tanto di lacrime a singhiozzo. All’improvviso il ritiro dei «blues» a Knysna s’è trasformato in un teatro di posa. Ed è toccato, altra chicca, al ct Domenech leggere il copione scritto dai calciatori. In sintesi: «Tutti i giocatori della nazionale francese vogliono affermare il loro dissenso contro la decisione di escludere Nicolas Anelka (per gli insulti rivolti al ct nell’intervallo della partita persa con il Messico, ndr). Ci rammarichiamo per l’incidente, ma ancora di più per la divulgazione di un fatto che appartiene soltanto al nostro gruppo». In un passo successivo i giocatori hanno messo sotto accusa i papaveri di casa: «La Federazione non ha mai provato a proteggere il gruppo e ha preso la decisione senza consultare la squadra, unicamente sulla base dei fatti riportati dalla stampa. Di conseguenza tutti i giocatori hanno deciso di non partecipare alla sessione di allenamento odierna». Immediata la prima vittima. Jean-Louis Valentin, direttore del team francese, ha annunciato le dimissioni. Logicamente in diretta tv. «I giocatori non vogliono allenarsi, è una vergogna. Torno a Parigi e lascio la nazionale”. In grave difficoltà anche il presidente Escalette che ha avallato l’espulsione in tutta fretta di Anelka e per 12 anni ha conservato Domenech sulla panchina transalpina.
Il reality, che aveva avuto inizio in mattinata con un furibondo litigio tra il capitano Patrice Evra e il preparatore Robert Duverne, è proseguito negli studi tv di Tf1. Dove Ribery ha fatto irruzione in preda a una crisi nervosa. Sul punto di scoppiare a piangere e con la voce tremula, ha detto: «Ho letto che io avrei un problema con Gourcuff, è falso. Sono stato il primo ad andare a parlargli, perché abbiamo bisogno di lui. Da due o tre giorni viviamo un momento difficilissimo. Il gruppo è scoppiato, ed è la Francia che soffre, sono io che soffro, tutti ci stanno prendendo in giro nel mondo. Non ce la faccio, questo non è più pallone». Poi, quasi in trance, ha lanciato l’ultimo dado, probabilmente a nome di molti compagni di squadra: «Fra noi c’è un traditore che ha rivelato troppe cose (vale a dire i segreti dello spogliatoio confessati a un giornalista de L’Equipe, ndr). Ci toglieremo un peso dallo stomaco quando sapremo chi è».
E Domenech che ha fatto da portavoce della squadra? S’è travestito da pompiere: «Ma quale scontro. Si tratta di episodi che avvengono normalmente nello spogliatoio e che dovrebbero rimanere sotto silenzio». È riuscito così a deviare l’attenzione dai suoi grandi e oggettivi errori.

Diversa invece l’interpretazione di Terry, ex capitano inglese e compagno di squadra di Anelka nel Chelsea: «Nicolas è stato cacciato perché ha espresso la sua opinione. Fra poche ore potrebbe succedere la stessa cosa anche da noi». Attento Capello…

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