La stampa estera attacca: "Italiani maleducati"

E' il risultato di una ricerca sulla stampa estera dell’Osservatorio Giornalistico Internazionale Nathan il Saggio: gli italiani sono maleducati. Dal 2004 a oggi scrivono così le principali testate straniere, dal New York Times a Le Monde

La stampa estera attacca: "Italiani maleducati"

Roma - Un occhio agli italiani da parte straniera, e il risultato per noi non è proprio dei migliori. I giornali lo dicono chiaramente: non siamo più emblema di stile, ma quintessenza della maleducazione. "Dimenticatevelo il Bel Paese. Musica rap strombazza da una radio portatile e un pallone rotola sul vostro asciugamano mentre una mamma italiana urla a suo figlio insabbiato. Questa è la vita da spiaggia, almeno alla maniera italiana" sentenzia il Sydney Morning Herald. Ma non solo: "un turista visto una sola volta viene considerato non una persona, bensì un’incombenza" (The Guardian), "nelle code ai musei ti ritrovi spinto addirittura da suore" si sostiene su travelpod.com.

Immagine italiana all'estero: sempre più opaca È il quadro che emerge da una ricerca sulla stampa estera dell’Osservatorio Giornalistico Internazionale Nathan il Saggio (www.nathanilsaggio.com), reso noto dall’Agenzia KlausDavi, che ha monitorato le principali testate straniere (dal New York Times a Le Monde, dall’Herald Tribune al Der Spiegel) e i più importanti portali di informazioni turistiche, dal primo gennaio 2004 ad oggi, sul tema "l’Italia vista dagli altri". Ne scaturisce un’analisi critica e a volte dura da parte della stampa estera che denota l’opacizzazione dell’immagine dello stile italiano all’estero. Ma non tutti i giudizi sono da buttare, come nel caso della perla dell’Adriatico Riccione, protagonista di iniziative ecologiche e sociali a favore dei giovani e contro le stragi del sabato sera (Bunte).

La lista nera: in testa Viareggio e Rimini "Che fine ha fatto la dolce vita?", il titolo di un articolo del Guardian, pare essere emblematico di questo cambiamento di percezione nei confronti del paese del sole. Da simpatici burloni, pronti ad accogliere con il sorriso gli ospiti e pieni del celeberrimo fascino Italian Style riconosciuto in tutto il mondo, gli italiani di oggi riempiono le colonne della stampa estera per maleducazione ed eccessi di arroganza e furbizia. Per strada sono sempre pronti a fischiare le ragazze, concentrati solo sul proprio aspetto fisico e gettano immondizia ovunque (The Sidney Morning Herald). Nella classifica compare la città di Viareggio, "invasa d’estate dalla solita calca italiana stravaccata sotto gli ombrelloni e sempre impegnata a far squillare i cellulari" (Times) e "meta di chi vuol esibire il proprio status" (Frankfurter Allgemeine Zeitung). Segue Rimini con le sue spiagge sovrappopolate e addirittura da evitare, secondo Liberation. Alberghi non accoglienti e infestati da ragni (Focus), valgono a Bibione la terza posizione in questa ’classificà. Chiudono Varigotti, perla della costa ligure che però è invasa da parcheggiatori e bagni abusivi (Abc), e Amalfi, dove strombazzate e insulti in auto sono la normalità (The Globe and Mail).

Riccione e Ansedonia al top tra le città migliori Ma ci sono angoli di bella Italia che continuano a ricevere apprezzamenti e lodi dai quotidiani esteri in fatto di educazione. La cittadina di Riccione appunto, dove ospitalità e qualità della vita continuano a migliorare (Die Tageszeitung), libera dal traffico grazie all’iniziativa "Ryccione Vyp - No Stress Zone", che mette a disposizione dei turisti 60 Lancia Ypsilon allo scopo di evitare lo stress alla guida (Le Point), conquista la vetta tra le città più educate. Seconda risulta Ansedonia, la piccola località Toscana dove tutti son ben visti e possono trovar pace e relax (Suddeutsche Zeitung). Terza e quarta apprezzate per atteggiamento benevolo e accogliente sono rispettivamente Parma (The Guardian) e l’Aquila (The Guardian). Chiude, la classifica delle città più educate, Porto Ferraio sull’isola d’Elba, apprezzata perchè priva di confusione, automobilisti imbufaliti e gente schiamazzante (The Sidney Morning Herald)

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