la stanza di Mario CerviSe trascura le Forze dell'ordine, lo Stato è in disordine

Denuncio le carenze di questo Stato pusillanime e inconcludente che manda allo sbaraglio le Forze dell'Ordine, un esercito di fedelissimi ridicolmente retribuiti e per niente tutelati da astrusi comportamenti di governo e magistratura. Rischiano la vita per garantire tranquillità e sicurezza ai cittadini e ne hanno in cambio disprezzo e indifferenza, con decisioni e sentenze che privilegiano gli atti di violenza eversiva. Occorre un radicale mutamento dei comportamenti e, costi quel che costi, un massiccio aumento degli emolumenti a favore delle Forze dell'Ordine.
La Spezia

Caro Bertei, la sua invettiva contro lo Stato italiano ha mille giustificazioni. Ho grande ammirazione per quanto le forze dell'ordine fanno in situazioni spesso difficili, dovendo agire e decidere senza la sicurezza che la politica, la burocrazia e soprattutto la magistratura prenderanno, all'occorrenza, le loro difese. Un garantismo spinto all'eccesso, e spesso derivante da pregiudizi e utopie sociali, vede di regola nel poliziotto l'oppressore e il violento, e nei peggiori facinorosi anime nobili anelanti all'eguaglianza e alla giustizia. È comprensibile il senso di frustrazione che, per queste ragioni, i tutori dell'ordine spesso manifestano (ma la stragrande maggioranza dei cittadini sta dalla parte di chi li difende). Quanto alle retribuzioni di poliziotti e carabinieri sono con lei nel riconoscere che, ai bassi gradi, sono insoddisfacenti (altro discorso per i capi - se ben ricordo lo scomparso capo della polizia Manganelli aveva uno stipendio di 600mila euro l'anno). Ma sono insoddisfacenti anche i salari degli operai che, sulle impalcature dei cantieri, corrono rischi. Gli appartenenti alle forze dell'ordine hanno, come dipendenti pubblici, un grande vantaggio. La busta paga corre sempre, la loro azienda non fallisce anche se gestita malissimo, non hanno l'incubo della disoccupazione o della cassa integrazione. Anche di questo va tenuto conto.

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