"Brandenburg", i commando di Hitler dietro le linee nemiche

Dall'Operazione Barbarossa alla liberazione del Duce, le unità di sabotatori della Brandenburg presero parte ad alcune delle missioni più audaci della guerra, operando sempre dietro le linee nemiche e sotto mentite spoglie

"Brandenburg", i commando di Hitler dietro le linee nemiche

Nell'estate del 1942, mentre l’invasione dell'Unione Sovietica da parte dei nazisti procedeva lungo il fronte aperto dall'Operazione Barbarossa, una particolare e poco nota unità con “talenti speciali” alle dipendenze dell’Abwehr, i servizi segreti tedeschi, mise a segno una delle più audaci missioni di guerra della storia. Stiamo parlando del primo distaccamento del reggimento "Brandenburg", i commando di Adolf Hitler che operarono per tutta la durata del conflitto dietro le linee nemiche. Lo fecero avvalendosi dell'inganno, delle false identità e della completa padronanza delle lingue straniere, ma soprattutto del travestimento, che prevedeva l'uso spregiudicato di uniformi e insegne nemiche.

Celando il simbolo divisionale che esibiva una maschera da teatro e un pugnale - al tempo della Sonderverbänd 800 un pugnale avvolto da un punto interrogativo - i “brandeburghesi” si infiltrarono all'interno del territorio sovietico con indosso uniformi dello NKVD, la temuta polizia segreta di Stalin. Questo artifizio bastò da garanzia per superare ogni posto di blocco, dalla linea del fronte all'obiettivo, ovvero le importanti strutture petrolifere del settore di Majkop, da catturare e consegnare intatte alla Wehrmacht che avanzava su panzer assetati di carburante.

Il colpo di mano fece estremo affidamento sul timore che la popolazione e gli stessi soldati dell'Armata Rossa nutrivano per la polizia segreta. Per tale ragione, un raggruppamento di 62 uomini della Brandeburg comandati da Adrian von Fölkersam, si procurò uniformi e camion da trasporto Zis-6 con insegne della NKVD per raggiungere il sito petrolifere con la copertura di alcuni disertori che erano stati "catturati" per completare la messa in scena.

Una volta raggiunta Majkop e spiate le sue difese, i finti agenti della polizia segreta sabotarono il centro radio in modo da tagliare ogni tipo di comunicazione con il comando sovietico, e persuasero i difensori ad abbandonare le strutture petrolifere per salvarsi di un bombardamento imminente che avrebbe probabilmente distrutto tutto. Così facendo consentirono alla Wehrmacht di occupare il sito intatto e con il suo tesoro di greggio, senza sparare un solo unico colpo. Contestualmente, una seconda operazione condotta dal tenente Ernst Prohaska finse una ritirata precipitosa dei sovietici per superare il ponte di Bjelaja. Questo consentì al commando della Brandenburg di impedire alla piccola guarnigione di far saltare le cariche esplosive che lo avrebbero polverizzato per frenare l'avanzata tedesca, consegnando alla Wehrmacht un passaggio sicuro oltre il fiume.

Lo stesso anno i diversi distaccamenti della Brandeburg, che inquadrerà anche un reggimento paracadutisti e uno dotato di piccoli motoscafi per missioni sotto costa analoghe a quelle dello Special Boat Service britannico, prenderanno parte a numerose operazioni. I "Küstenjäger", i "cacciatori costieri", daranno la caccia al naviglio sovietico nel Mar d'Avoz e disturberanno gli alleati nel Dodecaneso. I paracadutisti verranno inviati in Tunisia e Libia per dare manforte alle divisioni di Erwin Rommel. In Jugoslavia saranno condotte operazioni contro i partigiani. Mentre una particolare sezione si spingerà fino all'India.

Specialisti del sabotaggio agli ordini di Canaris

L'origine delle sub-unità che verranno inquadrate nella Brandenburg risale al 1939. Il capitano Theodore von Hippel, affascinato dalle azioni di guerriglia condotte dal generale Paul von Lettow-Vorbeck durante le campagne dell’Africa orientale e non meno dai sabotaggi messi a segno dal famigerato colonnello T. E. Lawrence in Medio Oriente durante la prima guerra mondiale, suggerì all’alto comando di Berlino la creazione di unità d’élite appositamente addestrate per condurre ricognizioni e azioni dietro le linee nemiche. Lo scopo era quello di potere individuare, ottenere o distruggere obiettivi d’importanza strategica prima che avessero inizio le operazioni principali su più vasta scala.

L’alto comando della Wehrmacht, visionario per quanto riguarderà le tattiche della Blitzkrieg ma estremamente tradizionalista su altri piani, declinò il consiglio, che, invece, avrebbe trovato il favore dell'Abwehr, il servizio di intelligence affidato all’ammiraglio Wilhelm Canaris. Quest’ultimo accolse con entusiasmo le idee di von Hippel affidandogli il compito di creare la prima unità di quelli che sarebbero diventato noti come i “brandeburghesi” - nome dovuto all'addestrarono ricevuto presso la caserma di Brandenburg-am-Havel, nell'omonima provincia prussiana.

Essa sarebbe stata inquadrata nella seconda sezione dell’Abwehr, essendo la prima adibita allo spionaggio, la seconda sezione al sabotaggio, e la terza sezione alle attività di controspionaggio. Il primo battaglione di "specialisti" verrà addestrato al sabotaggio, all'infiltrazione e alla cattura o distruzione di obiettivi strategici quali ponti, incroci, snodi ferroviari e via dicendo, ricevendo il battesimo del fuoco in Pomerania.

Un approccio "differente" alla guerra

Le reclute della Brandenburg, insieme ai primi sabotatori formati da von Hippel nel battaglione Ebbinghaus che aveva preso parte all'invasione della Polonia, venivano selezionate - oltre che alla loro essenziali qualità di combattenti - in base alla conoscenza di altre lingue e degli usi e costumi di altre culture o etnie, in modo da potersi infiltrare come agenti segreti e confondersi con la popolazione. Venivano ricercate essenzialmente nel Volksdeutsche europeo, con particolare attenzione a chi proveniva dal vecchio Impero austroungarico, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, dagli Stati baltici, e ovviamente dall'Unione Sovietica, Belgio, Paesi Bassi e Danimarca: tutti stati che il Reich avrebbe invaso nella prima fase del conflitto. Suddivisi in quattro sezioni, una scelta simile se non uguale a quella effettuata dal SOE inglese, lo Special Operation Executive che avrebbe condotto i suoi sabotaggi nell'Europa occupata, era prevista anche una sezione anglofona, pescando nei tedeschi che avevano abitato in Inghilterra, in America e in Africa e avevano risposto alla "chiamata" di Hitler per ritornare in Germania.

La prima operazione degna di nota dei brandenburghesi verrà registrata nel 1940 durante l'invasione dei Paesi Bassi, quando catturano intatto il ponte sulla Mosa di Gennep permettendo ai panzer di attraversarlo in gran fretta. Azione simile a quella che il battaglione Ebbinghaus aveva compiuto nel '39 con i ponti sulla Vistola. Nelle campagne in Danimarca e Norvegia condurranno le prime incursioni su alianti, mentre nel giugno 1941 viene un raid alla raffineria di petrolio di Abadan in Iran manderà in fumo ingenti risorse Alleate.

Agli ordini di Skorzeny e delle SS

I sabotatori della Brandenburg proseguirono le loro azioni e i loro sotterfugi su ogni fronte attivo e dietro tutte le linee nemiche fino alla fine del 1943, quando l'Abwehr di Canaris iniziò a perdere gradualmente la fiducia e il favore di Hitler, che ormai si apprestava a perdere la guerra. Quella che era diventata a tutti gli effetti una divisione, suddivisa in quattro battaglioni e rinominata Sonderverbänd 800 finì sotto il controllo dello SD, il servizio d'intelligence delle famigerate SS. Poco meno di duemila brandeburghesi si trasferirono nelle SS, inquadrati nella SS-Jagdverbande di Otto Skorzeny per continuare a operare come commando in missioni di ricognizione di lungo raggio, sabotaggio e interdizione. Secondo alcuni incroci di informazioni, alcuni di loro presero anche parte all'Operazione Quercia, la liberazione di Benito Mussolini che all'indomani dell'armistizio venne imprigionato a Campo Imperatore, sul Gran Sasso, per ordine di generale Pietro Badoglio.

Si dice che a causa delle loro azioni di guerra spregiudicate, spesso non in conformità con leggi e convenzioni, molti dei superstiti che vennero addestrati a essere soldati "fantasma" nella caserma di Brandenburg si siano letteralmente dileguati al termine del conflitto.

Indossando ancora una volta quella maschera e gli abiti o le uniformi di qualcun altro, per continuare un'esistenza tranquilla. Sotto copertura. Ragione per cui la loro storia forse non è tra le più note.

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