Sulla sanità sono scintille tra Rosso e Montaldo

Sulla sanità sono scintille tra Rosso e Montaldo

«Vogliamo rassicurazioni e garanzie sulla tutela della salute dei cittadini del comprensorio del Golfo Paradiso perché gli abitanti stanno vivendo con ansia questo momento di incertezza sul futuro del loro ospedale». A parlare è il capogruppo del Popolo della Libertà in consiglio regionale Matteo Rosso preoccupato per la possibile chiusura dell’ Ospedale di Recco, «che trova anche la forte ostilità e preoccupazione dell’amministrazione comunale e degli abitanti. La Regione - ha detto Rosso in consiglio regionale - non ha nemmeno proposto le necessarie garanzie per assicurare quelle piastre ambulatoriali efficienti capaci di sopperire all’ eventuale chiusura». Una denuncia che ha fatto irritare l’assessore alla salute Claudio Montaldo che ha replicato scaricando la responsabilità di una eventuale chiusura del plesso al Governo: «è il suo ministro Fazio che ci chiede di razionalizzare».
Frecciata che non è piaciuta al capogruppo Pdl tornato all’attacco dell’assessore alla salute soprattutto perché lo stesso ministro della Salute Ferruccio Fazio, solo una settimana fa, aveva chiesto al centrodestra di collaborare alla gestione della sanità in Liguria non mantenendo giudizi prevenuti sulla politica adottata dalla giunta Burlando: «Vogliamo essere franchi e leali. Non possiamo essere chiamati solo per ratificare scelte già prese. Non siamo supini, dobbiamo sederci intorno ad un tavolo e dialogare - precisa Rosso -. Vogliamo essere anche partecipi sulle scelte dei dirigenti delle Asl: ci propongano una rosa di nomi sui quali discutere».
Montaldo, ieri mattina, è stato anche bersaglio delle critiche di Luigi Morgillo (Pdl) che con una interpellanza ha chiesto conto sulle campagne pubblicitarie della Asl 3 durante il periodo di par condicio: «Che in un momento di crisi siano spese 640mila euro per degli spot mi pare scandaloso, il tutto aggravato dal fatto che c’è stata una violazione della legge del 2000 che stabilisce che le amministrazioni non possono fare comunicazione nei 45 giorni precedenti le elezioni». Montaldo ha risposto. Ma solo ad una parte del quesito: quello che riguarda i costi della campagna. E sulla violazione della legge?
Acque
All’unanimità l’assemblea ha votato un ordine del giorno che ha come primo firmatario Gino Garibaldi (Pdl) che esprime profonda preoccupazione per la possibile chiusura dello stabilimento «Santa Rita» di Ne.
Non ha, invece, trovato una sponda nella maggioranza di centrosinistra il documento presentato da Raffaella Della Bianca (Pdl) che chiedeva alla giunta di venire incontro agli imprenditori degli autolavaggi e distributori di benzina che non si sono ancora adeguati alla normativa sulle acque meteoritiche.

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