Sveglia ragazzi, le donne vi stanno schiacciando

Chiamiamolo pure fattore D, la D di donna. Perché lo sport italiano parla sempre più al femminile: sono le azzurre a reggere un movimento che registra un’evidente crisi di risultati. Una volta le imprese delle nostre atlete erano belle, ma isolate. Da circa cinque anni a questa parte il mix tra sport, donne, medaglie, copertine e sponsor è invece più forte. Negli Anni Ottanta Mario Pescante, dirigente sportivo di lungo corso, già diceva: «Fra i maschi la concorrenza è altissima, dobbiamo pensare alle ragazze, loro ci regaleranno le future medaglie». Mai previsione fu così esatta.
Il 2009 è la cartina tornasole di questa situazione. Se alle Olimpiadi di Pechino le azzurre erano riuscite a pareggiare il conto degli ori con gli uomini (quattro), nell’anno in corso c’è stato un netto sorpasso. Evidente ai Giochi del Mediterraneo, dove per la prima volta nella storia della manifestazione le affermazioni femminili (34) sono state superiori a quelle degli uomini (30). Per non parlare del flop dei nuotatori azzurri, «affondati» nelle piscine iridate del Foro Italico. Dove invece Federica Pellegrini e Alessia Filippi hanno messo al collo due medaglie a testa, Tania Cagnotto, con in tasca il sostanzioso bottino di tre ori europei, è arrivata all’argento con l’amica Francesca Dallapé e a un bronzo individuale, le sincronette hanno conquistato un terzo posto storico. Per non parlare delle medaglie ottenute nel mare di Ostia dalle «maratonete» Vitale e Grimaldi.
Intanto il tennis maschile rimane in B, mentre Flavia Pennetta conquista, prima azzurra nella storia, la top ten. A novembre cercherà di bissare la vittoria in Fed Cup del 2006 contro gli Stati Uniti delle sorelle Williams a Reggio Calabria. La brindisina, sempre più disinvolta anche davanti alle telecamere come dimostra l’intervista senza tabù di ieri sera alle Iene, ha fatto il salto di qualità con il trasferimento in Spagna, trovando il suo paradiso tennistico a Barcellona. E dopo successi a raffica, anche la nazionale maschile di ciclismo su strada ha dovuto alzare bandiera bianca a Mendrisio e lasciare i riflettori alle azzurre: Tatiana Guderzo, iridata nella prova in linea dopo l’argento olimpico, e Noemi Cantele, che si è portata a casa un argento (a cronometro) e un bronzo.
Anche le ginnaste della ritmica hanno incrementato il bottino dei Mondiali: in Giappone oro a squadre e nell’esercizio con 3 nastri e due funi, secondo posto nei 5 cerchi dietro le russe. La sempreverde Josefa Idem a 45 anni è stata capace di conquistare un bronzo mondiale nella canoa, nel bacino di Brest in Bielorussia Gabriella Bascelli e Laura Schiavone hanno vinto uno storico oro europeo nel doppio femminile. In Polonia è iniziata trionfalmente la corsa all’oro delle pallavoliste di Barbolini: quattro vittorie su altrettanti incontri (ieri battuto anche l’Azerbaigian per 3-0).
Oggi iniziano i Mondiali di scherma in Turchia: si attende un riscatto dei maschietti che giocano le carte Baldini, Tagliariol e Montano, ma sono sempre le nostre fiorettiste, orfane della Trillini, a rubare la scena. L’obiettivo è vedere domenica una finale tutta italiana, come a San Pietroburgo 2007: la pluri-iridata Valentina Vezzali contro Margherita Granbassi, che ha rinunciato alla carriera in tv per preparare al meglio l’appuntamento. Con loro, l’enfant prodige Arianna Errigo, già due successi e tre podi nella prima stagione di Coppa del Mondo. E ieri si è sposata Antonietta Di Martino, la nostra regina del salto in alto: stavolta ha vinto per la vita.

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