Il taglio dei posti-letto diventa strumento di campagna elettorale

Il taglio dei posti-letto diventa strumento di campagna elettorale

«Marrazzo e Montino sulla vicenda del piano sanitario e della rete ospedaliera fanno solo “ammuina” perché non hanno nessuna intenzione di presentare una proposta strutturale di contenimento della spesa sanitaria». Ne è convinto Donato Robilotta, capogruppo dei socialisti riformisti (Pdl) alla Regione, secondo il quale «Marrazzo e Montino hanno prima fatto proprio la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera fatta dagli uffici del commissario, magnificando il provvedimento sulla stampa, e poi alle prime critiche ne hanno disconosciuto la paternità e ora lo hanno buttato nel cestino».
«Inoltre - sostiene ancora Robilotta - hanno fatto propria la proposta della maggioranza che aumenta i posti letto rispetto alla prima ipotesi senza nessun criterio con il risultato di aumentare la spesa e non di diminuirla. Mentre la notizia che nella prima bozza non siano conteggiati una parte dei residenti è una vera e propria bugia perché già il piano sanitario tiene conto delle modifiche apportate dall’Istat al 1° gennaio del 2008, e quindi i famosi 350.000 abitanti in meno sono dentro».
«La consultazione che ora Marrazzo e Montino hanno aperto sulla bozza della maggioranza - spiega l’esponente dell’opposizione - serve solo come alibi alla Regione a presentare una proposta indecente sul piano del contenimento della spesa per farsi dire no dal tavolo di monitoraggio e accusare il governo Berlusconi di voler imporre i tagli facendo la vittima e iniziare la campagna elettorale - continua Robilotta - mentre la spesa sanitaria aumenta. Nel 2008 il disavanzo è stato di 1,7 mld, la metà del disavanzo di tutte le Regioni; mentre nel 2009 il Tesoro ha già calcolato che non sarà inferiore a 1,5 e potrà superare addirittura i 2 Mld se non terrà il provvedimento di taglio di 700 milioni ai privati. Se così fosse - conclude Robilotta - chi vincerà le elezioni, il giorno successivo dovrà raddoppiare l’aumento delle tasse».
Anche il Codacons è intervenuto sul caso dei posti letto nella sanità laziale. Stando alla notizia riportata ieri dal Corriere della Sera, un errore di calcolo relativo agli abitanti della Regione, avrebbe portato a un taglio eccessivo dei posti letto nella rete ospedaliera (2.837 unità anziché 1.130). L’errore sarebbe contenuto nel decreto del commissario governativo, Mario Morlacco, nel quale la popolazione laziale ammonterebbe a 5 milioni 304 mila. Cifre che tuttavia farebbero riferimento al censimento di fine 2007 e non a quello dei primi mesi del 2009, quando i residenti ammontavano a 5 milioni 632 mila». Così il Codacons in una nota. L’associazione ha annunciato «un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti, affinché si faccia chiarezza sulla vicenda e perché vengano assegnati ai cittadini del Lazio i posti letto loro spettanti in base alle leggi vigenti».

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