Tangenti, Prosperini patteggia: 3 anni e 5 mesi

L’ex assessore regionale lombardo era accusato di corruzione, turbativa d’asta e truffa per un giro di tangenti nella promozione televisiva del turismo. Patteggiata una pena di 3 anni e cinque mesi di reclusione. Prosperini: "Rispetto per la giustizia"

Tangenti, Prosperini patteggia: 3 anni e 5 mesi

Milano - L’ex assessore regionale lombardo Pier Gianni Prosperini ha patteggiato una pena di 3 anni e cinque mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta che lo ha portato in carcere lo scorso 16 dicembre, accusato di corruzione, turbativa d’asta e truffa per un giro di tangenti nella promozione televisiva del turismo. Il patteggiamento è stato ratificato dal gup di Milano, Gloria Gambitta.

Prosperini patteggia Il patteggiamento per Prosperini, difeso dagli avvocati Ettore Traini e Luigi Rossi, prevede anche un risarcimento di 80mila euro e la confisca di 380 mila euro che erano stati sequestrati. Davanti al gup hanno patteggiato anche l’ex patron del gruppo Profit-Odeon Tv, Raimondo Lagostena (una pena di 2 anni e 10 mesi), e il consulente pubblicitario Massimo Saini (una pena di 2 anni e 3 mesi). Per Lagostena nel patteggiamento è previsto anche un risarcimento di 150 mila euro, la maggior parte dei quali andranno ad Emergency per un ospedale in Sudan. Secondo quanto ricostruito dalle indagini del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pm Paolo Storari, Prosperini avrebbe ricevuto una tangente di 230 mila euro per far aggiudicare al gruppo televisivo di Lagostena un appalto per trasmissioni sul turismo regionale del valore di circa 72 milioni di euro. Inoltre, al centro dell’inchiesta, c’era anche una vicenda di debiti che Prosperini aveva maturato con le emittenti locali Telelombardia e Telecity per circa 200 mila euro, poi ’abbuonatì ricorrendo al sistema di gonfiare le fatturazioni per le trasmissioni in cui era pubblicizzata la Borsa internazionale per il turismo del 2008. Prosperini, Lagostena e Saini erano finiti in carcere lo scorso 16 dicembre. L’ex assessore resta in regime di arresti domiciliari, che gli erano stati concessi a metà marzo. Il politico sta seguendo un percorso di recupero psicologico, che prevede alcuni colloqui in ospedale, dopo la vicenda del tentato suicidio che risale allo scorso 25 marzo.

Prosperini: "Rispetto per verità e giustizia" "Siamo contenti, perché è finita. Abbiamo il massimo rispetto per la giustizia e la verità". Così Prosperini ha commentato il patteggiamento spiegando che "è successo quello che è successo. Sono stato giudicato dai magistrati di cui ho il massimo rispetto". Ai cronisti che gli chiedevano un parere sulla solidarietà politica ricevuta da alcuni esponenti del Pdl, tra cui il governatore lombardo Roberto Formigoni, Prosperini ha detto che si è trattata di una "solidarietà dimostrata a un amico, al di là di tutto" e che va "al di sopra di quanto è successo". In merito all’accusa di corruzione internazionale che lo riguarda e che è ancora in fase di indagine, relativa a una compravendita di pescherecci con il governo eritreo, l’ex assessore ha spiegato: "L’Eritrea è un Paese sovrano e agisce come è più opportuno. L’Africa non è come molti giornalisti credono, non ha partiti, ma ha fazioni religiose e politiche. Come facevamo a non aiutarli gli eritrei?".

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