Taricone, incidente con il paracadute: volo fatale I funerali in ospedale: sarà sepolto a Trasacco

Il <em>guerriero</em> non ce l'ha fatta: precipitato ieri dopo un lancio a
Terni è morto a 35 anni. Per 9 ore i medici hanno cercato di
salvarlo. Non ci sarà autopsia: la salma ai familiari. <strong><a href="/interni/ciao_guerriero_ricordo_lettori_facebook/cronaca-incidenti-pietro_taricone-messaggi-lettori-cordoglio-facebook/29-06-2010/articolo-id=457127-page=0-comments=1" target="_blank">Il saluto dei lettori su Facebook
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Terni - Il guerriero non ce l'ha fatta. Si è arreso dopo nove ore di operazione all'ospedale di Terni. Fatale la caduta di ieri pomeriggio dopo un lancio con il paracadute a Terni. Pietro Taricone è morto nel cuore della notte. Per nove ore i medici hanno cercato in tutti i modi di salvargli la vita con una difficile operazione: erano troppo gravi le lesioni interne riportate alla testa, all'addome e agli arti inferiori. E ancora: emorragie definite "importanti" dai medici. Per ore l'equipe di chirurgia generale e vascolare della città umbra ha lavorato in sala operatoria supportata da molti altri specialisti.

Le cause dell'incidente Ha ritardato la manovra di frenata prevista a 100 metri da terra dopo un lancio eseguito nell’ambito di un corso per la sicurezza in volo riservato a paracadutisti esperti. A ricostruirlo è Sergio Sbarzella, presidente dell’azienda trasporti consorziali di Terni che gestisce anche l’aviosuperficie dov'è avvenuto l’incidente. Al corso Vela hanno partecipato otto paracadutisti. Come gli altri Taricone aveva seguito ieri un corso di teoria. Quindi un primo lancio senza problemi. L’attore è nuovamente salito su un piccolo aereo che ha raggiunto una quota di 1.500-2mila metri. Taricone ha lasciato per ultimo il velivolo e - secondo quanto riferito da Sbarzella - il suo paracadute si è aperto regolarmente. A circa 100 metri da terra doveva quindi eseguire una manovra di frenata ma, sempre in base alla ricostruzione del presidente dell’aviosuperficie, l’ha ritardata finendo a terra a una velocità superiore a quella prevista.

La passione per il volo Taricone è definito un paracadutista "esperto" da chi lo conosce, con alle spalle centinaia di lanci. Ieri il ritardo nella frenata che gli è stato fatale. Il giovane, 35 anni, è preicpitato davanti agli occhi della compagna, l’attrice Kasia Smuntiak, che si era lanciata dopo di lui. E con la coppia si trovava a Terni anche la loro figlia di sei anni, Sophie. Il guerriero era da tempo un habitué dell’aviosuperficie umbra che frequentava da circa un anno e mezzo e dove si era più volte lanciato con la scuola di paracadutismo Gordio. A Sbarzella aveva confidato nei mesi scorsi che per lui il paracadutismo non era "solo uno sport, ma un’attività che forma l’equilibrio psico-fisico della persona". Nei mesi scorsi anche la compagna aveva avuto un incidente, sempre con il paracadute, uscendone indenne.

I soccorsi Taricone, iniziata la manovra di frenata solo a 20 metri dal suolo, è finito a terra con violenza. È stato subito soccorso sul posto da un’ambulanza del 118 e il personale a bordo lo ha rianimato dopo un arresto cardiaco. Senza che riprendesse mai conoscenza, l’ex concorrente del Grande fratello è stato trasportato in ospedale scortato anche da una pattuglia della polizia che ha fatto da staffetta al mezzo di soccorso. La situazione è apparsa subito gravissima ai medici. Taricone aveva infatti riportato diverse fratture, traumi al cranio, al volto e al bacino. I dottori avevano anche riscontrato un’emorragia alla testa e all’addome. È stato quindi immediatamente operato. Poi, la morte.

No all'autopsia Cerimonia religiosa senza eucarestia, nella cappella dell’ospedale di Terni, per Pietro Taricone circondato dai suoi più stretti familiari. La salma sarà ora trasferita a Trasacco, vicino all’Aquila, suo paese di origine. Nella bara, Taricone è stato deposto con indosso la tuta da paracadutista e le scarpe da Trekking. A officiare quello che è stato definito dai familiari "un momento di preghiera" è stato il cappellano dell’ospedale, Dumitru Podac. Il sacerdote ha spiegato che si è trattato di esequie senza l’eucarestia. I congiunti di Taricone hanno chiesto anche ai giornalisti di tenersi a distanza. Il feretro era arrivato in chiesa intorno alle 16 dopo gli ultimi adempimenti medico-legali. Tra i presenti, i parenti più stretti, alcuni amici, due o tre personaggi del mondo dello spettacolo, come Marina La Rosa, che con Taricone aveva partecipato al reality, il produttore Domenico Procacci, e l’attore Rolando Ravello. "Tutto il mondo dello spettacolo si è stretto intorno a Pietro in questi due giorni - ha detto quest’ultimo ai giornalisti - ma oggi è stato rispettato il volere dei familiari di una cerimonia senza clamori". La compagna, l’attrice Kasia Smuntiak, ha preferito non portare la figlioletta della coppia, Sophie, di 6 anni. Il sacerdote ha riferito che nessuno ha parlato durante la cerimonia: "Hanno preferito ascoltare la voce dell’aldilà - ha detto - magari proprio la voce di Pietro". A Tracasso, intanto, il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.

Smutniak: "Pietro sente l'amore della gente" "Non mi aspettavo tutto questo amore da parte di tanta gente. So che Pietro lo sta sentendo": così la compagna di Pietro Taricone Kasia Smutniak rompe il silenzio e racconta il suo dolore. "Era una persona speciale, unica, era molto sensibile. Io sono stata la più fortunata perchè l’ho avuto per otto anni tutto per me", ha aggiunto.