A tavola al Palaghiaccio per i bambini di Haiti

Il 23 marzo, un martedì, a partire dalle ore 19.30, sei chef italiani lasceranno i loro ristoranti per ritrovarsi al Palazzo del Ghiaccio, via Piranesi 14, e cucinare a favore di Haiti terremotata. Contributo minimo per un posto a tavola 300 euro, con l’intero ricavato devoluto a favore della Fondazione Francesca Rava, informazioni e prenotazioni 02.36705020, info@mkeventi.com, per realizzare progetti legati all’infiana colpita dalla tragedia. La fondazione è impegnata da anni nell'assistenza delle popolazioni in gravi difficoltà economiche, sanitarie e educative, ed è presente in Haiti da 22 anni, nel corso dei quali ha costruito un orfanotrofio che accoglie 600 bambini orfani e abbandonati; scuole di strada, con 5.000 bambini che ogni giorno ricevono cibo, istruzione, cure mediche e vengono sottratti a prostituzione, droga e lavoro minorile; un ospedale pediatrico da 300 posti letto, il più grande dei Caraibi, e una clinica mobile di medici e infermieri che ogni giorno si reca nei peggiori rioni di Port au Prince. E adesso non poteva non essere in prima fila nella ricostruzione post terremoto.
L’idea di una cena speciale diverrà realtà tra due settimane quando sei interpreti dell’alta cucina italiana si uniranno per una cena imperdibile, animata da ricette straordinarie: Andrea Berton del Ristorante Trussardi Alla Scala, Gennaro Esposito della Torre del Saracino a Vico Equense in provincia di Napoli, Massimo Bottura dell’Osteria Francescana a Modena, Norbert Niederkofler del St. Hubertus Hotel Rosa Alpina in Alta badia, Giancarlo Morelli dell’Osteria del Pomiroeu a Seregno e Corrado Assenza del Café Sicilia a Noto in provincia di Siracusa interpretano la solidarietà e la beneficenza attraverso l'eccellenza della loro proposta gastronomica.
L’enteca rappresenta in Italia i Nuestros Pequeños Hermanos, i nostri piccoli fratelli, un'organizzazione umanitaria internazionale che da oltre mezzo secolo salva i bambini orfani e abbandonati nelle sue case e ospedali in Messico, Guatemala, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Repubblica Dominicana, Haiti, Bolivia, Perù. E Haiti, già prima del sisma, era uno dei Paesi più poveri al mondo quanto a condizioni dell’infanzia, statistiche di mortalità e indigenza, 8 milioni di persone, il 90% che vive in baracche e l’80% con meno di un dollaro al giorno.

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