Taxi più cari ma più controllati

I tassisti parlano di necessità, il Campidoglio parla di legalità, i cittadini semplicemente di stangata. Il prossimo aumento delle tariffe dei taxi romani sembra la trama di Rashomon, il film di Kurosawa: ognuno la racconta a modo suo. Ieri il sindaco Gianni Alemanno, conscio dell’impopolarità delle misure allo studio, ha usato non solo la carota nei confronti della categoria, ma anche il bastone: «Dobbiamo levare le licenze a chi non ne ha diritto. I problemi sul tavolo sono l’abusivismo e l’illegalità, elementi deformanti e contro i quali dobbiamo combattere per evitare che i furbi applichino tariffe gonfiate ai turisti soprattutto dell’Estremo Oriente. I controlli saranno intensificati», ha promesso Alemanno. Poi qualche coccola: «Le tariffe di Roma sono tra le più basse d’Italia, inferiori a quelle di Firenze, Milano e Torino e superiori solo a quelle di Bari». E ancora, una critica alle precedenti amministrazioni di sinistra: «Continuo a vedere molte file di taxi vuoti. Invito tutti, soprattutto la stampa che più volte ha fatto campagne per la necessità dell’aumento delle licenze a verificare questa situazione». Sarà vero. Ma altrettanto vero è che è economicamente un suicidio rincarare la tariffa di un bene per il quale c’è poca richiesta. Anche chi ha studiato male l’economia dovrebbe sapere che il prezzo si colloca al punto d’incontro tra domanda e offerta.
Ma l’aumento delle tariffe ci sarà. Anche se Alemanno traccheggia: «Ci sono proposte avanzate in commissione consultiva che però vanno vagliate e condivise con i commercianti, i consumatori e le categorie dei tassisti. Ci prenderemo il tempo necessario». Unica cosa certa l’abolizione della cosiddetta tariffa 2, quella finora applicata fuori dal raccordo: «Sull’abolizione della tariffa 2 siamo tutti d’accordo - ha detto l’assessore alla Mobilità Sergio Marchi -. Essendo, però, la tariffa 2 più alta della 1, dobbiamo adottare un modello che contemperi le due esigenze». La proposta della categoria, secondo quanto trapelato ieri, sarebbe la seguente: un aumento medio di circa 2 euro per le corse a tassametro che sposterebbe la tariffa oraria media giornaliera da 23,7 euro a 25,6. Inoltre, un aumento di 5 euro sulla tariffa fissa da e per gli aeroporti di Ciampino e Fiumicino. «Tra qualche settimana - promette Marchi - saremo pronti con una decisione ma qualsiasi adeguamento partirà solo insieme agli altri servizi di sicurezza e legalità».
Servizi che prevedono l’installazione di 57 «totem» informativi bilingui vicino ai grandi alberghi del centro storico nei principali punti di attrazione turistica e alla Stazione Termini (le colonnine avranno anche il sistema bluetooth e la predisposizione per telecamere di videosorveglianza) che dovrebbe partire dal I Municipio. La campagna di comunicazione integrata del Campidoglio, costata 200mila euro, comprende anche l’obbligo di affiggere le tariffe all’esterno delle portiere dei taxi, l’applicazione certa dello sconto del 10 per cento alle donne sole che usufruiscono del servizio dalle 21 all’una e l’installazione di box informativi con un addetto in carne e ossa negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. L’installazione delle telecamere, invece, potrà avvenire in seguito quando verrà realizzata la centrale operativa Sala Sistema Roma.
Contrario invece alla riforma del sistema tariffario dei taxi il presidente della commissione Turismo del Comune, Alessandro Vannini: «Aumentare le tariffe dei taxi in questo momento potrebbe arrecare ulteriori difficoltà al settore del turismo che già da molti mesi ha visto ridurre notevolmente la propria forza lavoro».
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