“È un crimine contro la storia dello spettacolo italiano”. Così Rosario Fiorello ha cominciato ieri la battaglia per salvare il Teatro delle Vittorie, monumento storico della televisione italiana: lo studio dove sono stati realizzati programmi indimenticabili come “Rischiatutto” di Mike Bongiorno, “Milleluci” di Mina e Raffaella Carrà, “Fantastico” e, più di recente, “Affari Tuoi”. E, ora la Rai, per questioni economiche l’ha messo in vendita insieme a molti altri suoi edifici. Stamattina, Fiorello, con il suo fidato compagno Fabrizio Biggio che con lui conduce la “Pennicanza”, il programma di Radio 2, ha fatto un blitz davanti alla struttura, nel quartiere Prati di Roma, esponendo cartelli con scritto “Questo teatro non è in vendita”.
L’intervento del mattatore, colonna storica della Rai, di scendere in campo contro le scelte degli stessi vertici della tv pubblica è sicuramente imbarazzante per il management, che comunque difende le proprie decisioni. Era stato Renzo Arbore, ieri, a sollecitare un aiuto di Fiorello che, puntualmente ha risposto, dopo che da settimane si era creata una mobilitazione per evitare la vendita dello storico teatro. In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, Fiorello ha spiegato: “Oggi inizieremo la puntata de ‘La Pennicanza’ a Rai Radio2 partendo proprio da qua, dal Teatro delle Vittorie. Io lo chiamo un crimine contro la storia dello spettacolo italiano. Questo teatro non si dovrebbe vendere e non si dovrebbe neanche pensare di venderlo per quello che si è vissuto là dentro, per la storia dello spettacolo italiano, per i grandi varietà. Tutti i grandi dello spettacolo italiano sono stati qua dentro”.
In risposta alle proteste di Fiorello, l’azienda, in una nota, ha spiegato che la vendita è necessaria in quanto “tutte le valutazioni tecniche rappresentano da tempo costi di gestione eccessivi e non più sostenibili in virtù della obsolescenza della struttura, delle problematiche di carattere tecnico e impiantistico, dei vincoli e delle limitazioni imposti dal fatto che si trova all’interno di un condominio, e dei problemi di impermeabilizzazione e la conseguente esiguità dei programmi che vi vengono realizzati”. Precisando poi che “l’obiettivo della Rai non è, dunque, quello di cancellare la propria storia, ma di declinarla al futuro, razionalizzando al meglio le proprie strutture, investendo in profondi cambiamenti, come sta accadendo con il potenziamento tecnologico e d’avanguardia di Saxa Rubra, la riqualificazione di Viale Mazzini – attesa da decenni - con il concomitante utilizzo della sede di Via Alessandro Severo, già concepita con criteri d’avanguardia - e il completamento degli interventi in via Teulada”.
Controreplica di Fiore, durante “La Pennicanza”: “Il teatro non è tecnologico? Allora vendiamo anche il Colosseo, scusate! Che vuol dire? Bisogna rispettare il passato, perché senza di esso non c'è futuro. Viva l'Italia e viva questo teatro, che si dovrebbe intitolare a Pippo Baudo”. Dallo showman è partito anche un appello ai colleghi Rai a mobilitarsi "Carlo Conti, Panariello, Milly Carlucci, fatevi sentire - ha detto -. Soprattutto Milo Infante, Pierluigi Diaco, Geppi Cucciari, non lasciatemi solo. Siamo portavoce di un sentiment comune degli addetti ai lavori e del pubblico: torniamo a farci delle cose lì dentro!”. E ancora: “Ci spendi soldi e lo fai diventare moderno! Anche io ho modernizzato casa, non è che si butta il vecchio, sennò dovrebbero buttar via anche noi”.
In diretta è arrivato anche il sostegno istituzionale di Barbara Floridia, presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Interviene anche Stefano De Martino, che lì conduce “Affari tuoi”: «Sin dal primo momento in cui ho messo piede al Delle Vittorie, dove sono in questo momento, ho vissuto questo luogo come un privilegio. E a me, in più, ha portato anche molta fortuna. Mi fa una certa impressione pensare che io sia l'ultimo tra i colleghi della Rai a vivere questo teatro storico e voglio pensare che, come dicono i grandi Arbore e Fiorello, si possano trovare soluzioni diverse».
La struttura di via Col di Lana, che ha ospitato anche la camera ardente di Pippo Baudo e a lui la si voleva intestare, risulta tra i 15 immobili che l’azienda ha deciso di vendere per un grande piano di ristrutturazione immobiliare approvato nel 2022, quando era ancora amministratore delegato Carlo Fuortes, e che adesso è entrato nella sua fase operativa, dopo l’’approvazione del consiglio di amministrazione nel novembre 2023. A Milano in vendita è la storica sede di Corso Sempione e a Venezia l’edificio di grande pregio Palazzo Labia. In vendita a Roma il compendio Saxa Rubra 2, “una superficie fondiaria complessiva di circa 446mila metri quadri” e un immobile in via Goiran 16.
Con una superficie totale lorda di 5553 metri quadri, il delle Vittorie è stato realizzato nel 1950 e ristrutturata nel 1980. Si sviluppa su sei piani fuori terra e un piano interrato. La Rai ha fissato come scadenza per le offerte il termine del 22 maggio. Firmatari dell'appello per fermare la vendita della struttura, tra gli altri, il conduttore Flavio Insinna, il direttore d’orchestra Enrico Melozzi e lo scenografo Gaetano Castelli. Renzo Arbore ieri ha ribadito: "Il Teatro delle Vittorie non è soltanto un simbolo, il tempio della televisione italiana.
Ma un punto da cui partire per pensare al futuro. Perché in questo Teatro è stata fatta la televisione artistica, che oggi non esiste più e alla quale invece bisognerebbe tornare. Venderlo vuol dire rinunciare a un certo tipo di televisione".