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Mirandolina, com’è attuale una donna che si ribella

Rivisitata la storia della "Locandiera" della Carr con la celebrazione dell’intelligenza femminile

Mirandolina, com’è attuale una donna che si ribella
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Una delle donne più fortunate del teatro italiano è certamente Mirandolina a cui sono stati riconosciuti un'infinità di attributi: incantatrice, lusingatrice, civetta, puntigliosa. Oltre a ciò, è uno dei personaggi da palcoscenico più perfetti che siano stati creati, che ha lusingato grandi registi e grandi attrici. Di Mirandoline, il secondo Novecento, trabocca tanto da essere stata ritenuta maestra per tante giovani ragazze che ne hanno ereditato la spregiudicatzza, la seduzione, l'abilità amorosa. Del resto, Mirandolina è nata per ispirare l'amore, essendo stata creata per testimoniare come, il tempo per amare, debba essere utilizzato per pensare ai diritti delle donne, dato che l'amore è destinato a smarrirsi nella menzogna. Se vogliamo incontrarla, in vesti moderne, basterebbe pensare a Laide, protagonista di «Un amore» di Buzzati o a Cecilia, protagonista della «Noia» di Moravia, in quanto, come lei, hanno saputo mostrare la stanchezza morale di una certa società. Forse è proprio questa stanchezza morale che ha ispirato la drammaturga irlandese a riscrivere la «Locandiera» di Goldoni, su indicazione di Monica Capuani, traduttrice e drammaturga per il Teatro Stabile del Veneto che ne è il produttore. A questo punto, dobbiamo metterci d'accordo sulla figura del dramaturg, in voga nei paesi anglosassoni e germanici. È una professione che richiede capacità di scrittura e competenze particolari e, per questo, non la si può improvvisare. Di dramaturg ne ho conosciuto tanti e non tutti sono stati all'altezza. Per fare esempi noti, Muller era stato dramaturg di Brecht e Carriere lo era stato per Peter Brook. In Italia Gerardo Guerrieri lo fu per Luchino Visconti, oggi mi fido sia di Monica Capuani, dramaturg di Filippo Dini, che di Federico Bellini, dramaturg di Antonio Latella. A Dublino, e non solo, Carina Carr è molto apprezzata, soprattutto, come scrittrice, in Italia Einaudi ha pubblicato due suoi testi nella Collana di Teatro (iGirl ed Ecuba). Questa Mirandolina è una sua riscrittura, un po' eccessiva. In Italia, nella Stagione 1971/72, fu Mario Missiroli a realizzare una Mirandolina, con Anna Maria Guarnieri, ambientata in una locanda laida, frequentata da personaggi immondi. Missiroli propose il testo come era stato scritto da Goldoni. Un'operazione quasi simile, sempre nel rispetto del testo, è stata quella recente di Antonio Latella, protagonista Sonia Bergamasco. Mirandolina di Carina Carr, in scena all'Elfo-PuccinI, da domani a domenica, con la regia di Caitriona McLaughlin, protagonista Gaja Masciale con una Compagnia tutta italiana, è una lettura, alquanto radicale, ambientata in un Pub irlandese, tra danze e bevute di birra, pub che ha ereditato dal padre italiano e che gestisce col presunto fratellastro Fabrizio.

Si mostra come una ragazza alquanto irrequieta, essendo vissuta senza madre che la Carr fa apparire, come un fantasma, che la indica come una ragazza fuori dalle regole, che si droga, che si affanna a rovesciare il suo ruolo di donna che vuole, sessualmente, dominare i maschi e sottometterli alla sua volontà, senza pensare che, anche lei, potrà essere oggetto di un femminicidio.

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