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Tecniche di autodifesa: per le donne corsi gratuiti

Tecniche di autodifesa: per le donne corsi gratuiti

RomaDifendersi da sole, ma non con le armi, non per farsi giustizia: piccoli trucchi per diventare più sicure, per usare le mani con delicatezza, ma con la forza giusta per reagire a un malintenzionato.
A settembre partiranno nelle principali città italiane dei corsi di autodifesa per le donne, gratuiti, organizzati dal ministero delle Pari Opportunità e dal dicastero dell’Interno. I docenti saranno agenti delle forze dell’ordine.
Ieri la firma del protocollo tra il ministro Mara Carfagna e il ministro Roberto Maroni. L’iniziativa sarà «sperimentale» e coinvolgerà in prima battuta sicuramente Roma e Milano. Una novità, ha spiegato Carfagna, «pensata non per rispondere alla violenza con la violenza, ma per rendere le donne più consapevoli delle proprie possibilità e aiutarle a vincere la paura».
Il secondo protocollo firmato con Maroni, della durata di tre anni, prevede il potenziamento del servizio 1522, il numero verde antiviolenza e anti-stalking (minacce) per le donne: «Non offrirà più solo supporto psicologico, ma anche assistenza operativa e sarà collegato con le centrali operative delle forze di polizia, in maniera diretta, telematica e telefonica», ha chiarito il ministro Carfagna. Polizia e carabinieri saranno addestrati anche alle operazioni di primo soccorso in caso di violenze sulle donne.
Con la Carfagna e Maroni, ieri a Palazzo Chigi, c’era anche il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, per spiegare che il governo sta lavorando contro ogni discriminazione e che, nel pacchetto sicurezza appena approvato dal Senato e diventato legge, è stato deciso di contrastare gli ingressi irregolari, non certo l’integrazione con gli stranieri. Infatti con il ministro Gelmini, la Carfagna ha siglato un altro protocollo, rivolto alla cultura della tolleranza: questo patto tra i due ministeri istituisce la «Settimana contro la violenza», che si terrà dal 12 al 18 ottobre nelle scuole. L'obiettivo: creare «un momento di riflessione sui temi del rispetto, della diversità e della legalità», per insegnare ai ragazzi a tenersi lontani dalle intolleranze razziali, religiose e di qualsiasi genere. Saranno coinvolti studenti, genitori e docenti e forze dell’ordine. Il protocollo Carfagna-Gelmini prevede iniziative di sostegno per tutto l’anno ai ragazzi che subiscono violenze e discriminazioni. Saranno diffusi tra i giovani i numeri verdi dei ministeri, come l’800669696, per l’ascolto dei casi di violenza a scuola. «Proprio per prevenire fenomeni di discriminazione - ha concluso Carfagna - abbiamo ritenuto opportuno partire dalle scuole e dall’integrazione degli alunni extracomunitari o dei giovani che hanno avuto storie diverse». Il «no ai clandestini» significa realizzare «una vera politica di integrazione» per consentire «sicurezza ai cittadini» e «un futuro migliore per i milioni di immigrati nel nostro Paese».

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