"Abbiamo pagato e non funziona". Ma per Cyberpunk 2077 il rimborso è un miraggio

L'esperienza di gioco di Cyberpunk 2077 su Playstation 4 e Xbox One è troppo carente: gli utenti protestano e chiedono il rimborso, ma non tutti lo ottengono

Cyberpunk 2077 era probabilmente il titolo più atteso degli ultimi mesi: sviluppato a cavallo delle due generazioni videoludiche, avrebbe dovuto rappresentare il canto del cigno per Playstation 4 e Xbox One, nonché il trampolino per la nuova era di console. Un po’ come avvenuto con The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Wii U e Switch: qualche compromesso, ma pur sempre un titolo di punta per completare la collezione.

Invece le aspettative sono state ampliamente deluse al lancio, causando una vera e propria insurrezione popolare tra i consumatori, dopo che per mesi il titolo è stato presentato al pubblico nelle sole versioni di nuova generazione. Illudendo così gli acquirenti.

Facciamo un attimo un riepilogo: Cyberpunk 2077 è la trasposizione digitale di un famoso gioco di ruolo chiamato Cyberpunk 2020, sviluppato dalla società polacca CD Projekt RED. I lavori sul titolo furono annunciati addirittura nel lontano 2012, per poi essere accantonati, essendo il team di sviluppo impegnato in un altro cult e relative espansioni, The Witcher 3: Wild Hunt. Nel 2018 riprese lo sviluppo e si susseguirono una serie di video e presentazioni, tali da aumentarne l’hype a dismisura.

Promesse, conferenze e teaser creano nei possessori di console, ormai di vecchia generazione, la certezza di poter fruire di una esperienza di gioco quasi paritetica nei confronti dei freschi acquirenti di Playstation 5 e Xbox Series. La sorpresa arriva però al lancio, dopo ulteriori mesi di rimando, avvenuto il 10 dicembre 2020 scorso: Playstation 4 e Xbox One hanno sì la loro versione del gioco, ma il risultato finale è lontanissimo da quanto mostrato finora e decisamente deludente.

Risoluzione ridotta, qualità delle texture e degli effetti insufficiente: tutto viene ridimensionato per essere compatibile con un hardware ormai datato. Un problema prevedibile: eppure, nonostante i compromessi immaginati, il framerate è comunque instabile e troppo basso per garantire un’esperienza di gioco accettabile. Rallentamenti continui - fino a 15 frame per secondo - rendono di fatto impossibile riuscire a mirare correttamente o addirittura generano crash, come nel caso della versione per PS4. Sulle nuove console, anche sulla più piccola Xbox Series S, la situazione è decisamente migliore anche se alcuni bug permangono, garantendo comunque la giocabilità del titolo.

La folta schiera di giocatori non rimane passiva alla situazione: in moltissimi hanno iniziato a protestare, lamentarsi e ad attribuire voti pessimi sui siti di riferimento in cui il pubblico può dare il proprio contributo, come Metacritic.

Una situazione inaspettata che ha richiesto l’intervento su Twitter del Joint-CEO di CD PROJEKT RED, Marcin Iwinski, e del Vicepresidente Senior dello sviluppo aziendale, Michal Nowakowski, annunciando rimborsi. Ma la questione non è così facile: le politiche delle varie case, soprattutto per i titoli acquistati in copia digitale, sono delicate: non tutti si sono visti riaccreditare la cifra.

Leggendo tra i vari forum e gruppi, si trovano i casi più disparati: l'utente NotBen_2 per esempio, ha dichiarato che solo dopo aver presentato una richiesta di assistenza online, ed essere rimasto in attesa per più di un’ora, è riuscito a ottenere il rimborso per l'acquisto del gioco avvenuto su PS Store. Questo nonostante avesse giocato per oltre 10 ore: la politica della ditta giapponese infatti è molto rigida, soprattutto per chi ha fruito del software per più di due ore. In aggiunta, voci del settore accennano al fatto che Sony sia in procinto di inviare un reclamo commerciale direttamente a CD Projekt: questo potrebbe snellire la situazione.

La polemica a distanza di giorni non si placa e i casi - nonostante Cyberpunk 2077 sia ormai disponibile da un po' - si moltiplicano: l'utente Twitter sopracitato ha pubblicato uno stralcio della chat con l'assistenza, per evidenziare il difficile processo di rimborso.

"Se ciò non fosse possibile, contattateci all'indirizzo helpmerefund@cdprojektred.com e faremo del nostro meglio per aiutarvi", ha aggiunto alla fine Marcin Iwinski di CD PROJEKT RED, vista la situazione complicata soprattutto dal lato Sony. Un pezza temporanea, per gli utenti che vedono la propria richiesta rifiutata dal Playstation Store: sarà possibile contattare lo sviluppatore fino al 21 dicembre 2020. Insomma, anche sul piano videoludico le aspettative troppo spesso vengono deluse dalla realtà, fisica o digitale che sia. E non sempre c’è una seconda possibilità.

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Commenti

scorpione2

Mer, 16/12/2020 - 11:26

strilloni, perche' non fate un bel articolo sulle agenzie di viaggio? per quelle persone che avevano prenotato e pagato per il periodo pasquale una vacanza e per il covid annullate e mai rimborsate e si tratta di 2500 euro,