Per i big degli smartphone si apre l'era delle connessioni satellitari

È un cambiamento epocale anche se limitato. Apple, Huawei e Android strizzano l’occhio alle connessioni satellitari. Sembra poca cosa ma dietro c’è un notevole sforzo tecnologico

Satelliti e connettività
Satelliti e connettività

Al di là delle voci di corridoio che hanno preceduto gli annunci, tutto si è concretizzato in pochi giorni. Il 7 settembre Apple ha presentato gli iPhone 14 e ha introdotto le connessioni satellitari per i casi di emergenza. Il giorno prima Huawei ha fatto lo stesso presentando gli smartphone Mate 50. Il 2 settembre Google ha annunciato che Android 14, il cui debutto dovrebbe avvenire durante il mese di agosto del 2023, prevede la possibilità di usare una rete satellitare. Un uso limitato a casi di emergenza ma non solo, è un cambio di paradigma che ha richiesto un impiego di risorse degno di nota.

Huawei

Con i telefoni Mate 50 e Mate 50 Pro, Huawei è stata la prima a presentare la connettività satellitare. Due smartphone che sono in grado – per il momento soltanto in Cina – di inviare messaggi grazie alla rete di satelliti BeiDou. Si tratta di un piccolo atto di forza perché, a differenza di Apple, Huawei ha dovuto fare a meno della connessione 5G a causa del ban imposto dagli Usa e si è trovata in condizione di dotare i propri smartphone di chipset Snapdragon 8 Plus con tecnologia 4G e, poiché non può usare sistemi operativi Android, ha scelto HarmonyOS 3.0, nuova versione del sistema operativo proprietario che Huawei intende fare girare su qualsiasi dispositivo, tv e indossabili inclusi.

Apple

Capitolo a parte quello degli iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max i quali, a partire dal prossimo mese di novembre e per il momento soltanto negli Usa e in Canada, potranno inviare messaggi di emergenza via satellite in assenza di copertura telefonica terrestre. Apple ha inserito nei propri dispositivi delle antenne capaci di inviare e ricevere messaggi via satellite con un tempo di latenza di 15 secondi. Il tempo di latenza è quello che serve a un messaggio (o a un pacchetto di dati) per raggiungere la destinazione e, come è facile immaginare, i tempi di latenza satellitari sono superiori a quelli a cui siamo abituati.

La connessione satellitare scelta da Cupertino è fornita da Globalstar e non sorprende, giacché dal 2020 le due aziende collaborano senza dare troppo nell’occhio, un rapporto nel quale Apple ha investito 327 milioni di dollari (322,5 milioni di euro), in parte utilizzati per il lancio di un satellite di supporto per permettere ai dispositivi con la Mela di velocizzare la trasmissione satellitare.

Globalstar, infine, vanta una lunga collaborazione con Alcatel Alenia Space di Roma, ciò significa che i satelliti in uso hanno un’anima anche italiana.

Android 14

La portata dell’innovazione introdotta dal prossimo sistema operativo di Google è ancora maggiore, almeno potenzialmente, perché Android è il sistema operativo mobile più diffuso al mondo e anima più di sette dispositivi su 10.

Il vice presidente senior delle piattaforme e degli ecosistemi di Big G, Hiroshi Lockheimer, ha reso bene l’idea dello sforzo fatto per rendere possibili le connessioni satellitari. Lockheimer ha ricordato come, nel 2008, riuscire a fare funzionare il 3G con i moduli Wi-fi sia stata un’impresa ardua e, oggi, non senza difficoltà, è possibile destinare connettività satellitare nelle zone del pianeta in cui le coperture 3G, 4G e 5G sono scarse.

Tutto ciò, in definitiva, lascia spazio a una nuova frontiera della connettività cellulare, ancora prima che standard come il 5G e il 6G abbiano avuto il tempo di affermarsi.

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