Modalità navigazione in incognito: come funziona, a cosa serve davvero

I principali browser web offrono la modalità di navigazione in incognito ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare, questa opzione non ripara dai rischi per la privacy

Modalità navigazione in incognito: come funziona, a cosa serve davvero

I browser la chiamano in tanti modi differenti: navigazione in incognito, navigazione privata, navigazione riservata. La funzione resta sempre la medesima: cancellare le proprie tracce da Internet. La modalità di navigazione in incognito è stata introdotta essenzialmente per non salvare cookie, password e cronologia delle proprie sessioni sul web, nonché per occultare le ricerche eseguite, i dati inseriti nei moduli e i download effettuati. Una funzionalità molto utile, specialmente se si utilizzano computer condivisi o pubblici, si vuole evitare lo sguardo indiscreto di qualche collega o, ancora, di un conoscente un po’ troppo impiccione.

Abilitare questa modalità non implica però che i siti web visitati durante la navigazione in incognito non siano conoscibili dal proprio datore di lavoro, dal provider Internet o dal gestore della rete Wifi a cui ci si connette.

Anche la nostra privacy non sarà completamente al sicuro. I webmaster dei siti a cui ci colleghiamo potranno conoscere, ad esempio, l'indirizzo IP univoco, la data, l'ora della visita e talvolta anche il tipo di browser utilizzato dal computer con il quale stiamo navigando.

Navigazione in incognito: come si attiva e a cosa serve

Ognuno dei principali browser web prevede una modalità di navigazione in incognito che può essere attivata dal menu delle opzioni. In Google Chrome si abilita tramite un clic sui tre puntini, seguito dalla selezione di una “Nuova finestra di navigazione in incognito”. In Mozilla Firefox si può aprire una “Nuova finestra anonima”, mentre Opera prevede, tra le impostazioni di privacy e sicurezza, addirittura di attivare una modalità di navigazione in Vpn (Virtual Private Network)

Le motivazioni per servirsi di una navigazione in incognito possono essere molteplici: la necessità di utilizzare uno smartphone, un computer o un tablet condiviso accedendo ad account privati senza lasciare traccia del proprio operato, la volontà di visitare un sito visualizzandolo come nuovo utente, senza le personalizzazioni automaticamente generate dai cookies traccianti. La modalità di navigazione in incognito può rivelarsi utile anche per navigare su social network in cui si hanno più account, senza doversi disconnettere e accedere nuovamente.

Navigazione in incognito e Vpn

Le Vpn - acronimo di Virtual Private Network - rappresentano delle alternative crittografate e protette per la connessione tra un dispositivo client e un server, allo scopo di navigare lontano da occhi indiscreti. L’utilizzo di una Vpn, pur non potendo garantire l’anonimato, permette di disattivare la geolocalizzazione (nemmeno il provider dei servizi Internet potrà risalire al luogo esatto da cui ci si è connessi), dato che l’indirizzo IP univoco generato sarà quello della rete e non del singolo dispositivo usato per collegarsi. Altra caratteristica delle Virtual Private Network consiste nella possibilità di evitare censure per area geografica (geoblocking) nell’accesso ad alcuni siti. Se avete la necessità di schermare il vostro operato online o di non far conoscere la posizione esatta dalla quale vi state connettendo alla rete, dovreste optare per questa modalità di navigazione piuttosto che affidarvi alla navigazione in incognito.

Geolocalizzazione e privacy

A differenza di quanto si potrebbe credere, la navigazione in incognito non permette di disattivare la geolocalizzazione. Sarà sempre possibile risalire alla località da cui ci si è collegati attraverso l' indirizzo IP univoco del computer che si è connesso a Internet.

Se la navigazione in incognito funziona efficacemente per tutelare la nostra privacy a livello individuale, impedendo che un altro utente dello stesso computer possa spiare la nostra attività in rete, ricostruire la nostra cronologia o le ricerche effettuate, ben poco potrà essere fatto per evitare il monitoraggio e il controllo da parte della Polizia Postale o di altri enti di vigilanza. La navigazione in incognito non è una infatti navigazione segreta o anonima, né permette di essere al riparo dai messaggi pubblicitari.

Virus informatici

Una suggestione che spesso balena nella mente degli utenti Internet è che la navigazione in incognito sia efficace nell’evitare malware, virus e altre insidie cibernetiche che possano mettere a rischio la sicurezza informatica. In realtà, anche durante la navigazione in incognito file e programmi malware possono essere scaricati e installati sul proprio dispositivo. Navigare in incognito espone dunque agli stessi rischi di essere infettati della navigazione tradizionale.

Browser Tor

Il massimo livello di anonimato e protezione della privacy nella navigazione in Internet può essere garantito dalla rete Tor, che permette - secondo i suoi creatori - una navigazione libera da “tracciamento, sorveglianza e censura”. Questa soluzione è però spesso discussa, poiché permette di accedere anche al Dark Web, tramite opportune configurazioni. Tor è a volte usato da giornalisti, attivisti politici e whistleblower - ovvero persone spesso in possesso di informazioni riservate e cruciali.

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