Sai cosa dici a Facebook di te? L'inquietante lista che lo svela

Un'infografica mette a confronto cosa condividiamo attraverso le app di messaggistica. E il risultato lascia di stucco

Ormai non è più un segreto: non c'è app o servizio online gratuito che lo sia davvero. Se non c'è transazione monetaria, la moneta siamo noi, i nostri interessi, i nostri bisogni. E il polverone che si è abbattuto su Zuckerberg, reo di voler incrociare i dati dei 2 miliardi di utenti di WhatsApp con quelli raccolti dagli altri prodotti della galassia Facebook, svela l'importanza per le grandi aziente tecnologiche dei dati dei propri utenti.

A un decennio dall'esplosione dei social network c'è un assioma che sembra aver preso corpo: più l'azienda è grande, più dati avrà raccolto. Viceversa, più dati ha già raccolto, più conosce il loro valore in termini di profilazione e vendita di spazi pubblicitari, più dati chiederà ai propri utenti. A dimostrarlo ci sono diverse infografiche che in questi giorni stanno circolando sui social. Tutte mettono a confronto cosa il nostro smartphone condivide con il singolo servizio. Una in particolare si basa sulle informazioni messe a disposizione da qualche tempo da Apple, che proprio con la sua operazione trasparenza ha fatto infuriare Facebook.

Il colpo d'occhio già basta a mostrare la differenza tra le varie app. Si va da Signal - la piattaforma open source che ha avuto un vero e proprio boom negli ultimi giorni - che non ha accesso a nulla a Messenger che conta quasi 40 voci.

E non ci sono solo i dati personali come nome, numero, indirizzo email e contatti... Si va dalla posizione (anche quella precisa) alle informazioni sulle ricerche online e sui pagamenti, fino persino ai dati raccolti dalle app di fitness e salute. Ma anche le foto, i video, i giochi, gli acquisti. A questo già corposo elenco si potrebbero aggiungere presto anche quanto condividiamo a WhatsApp. Dati in alcuni casi sovrapponibili (come il device Id) e in altri magari più completi. E soprattutto - dal 16 maggio - anche quanto scriviamo nelle chat con gli account Business (quelli usati da professionisti, negozi, ristoranti, ecc.). Il che conferma la possibilità per Facebook di accedere ai contenuti delle conversazioni per quanto - per ora - le chat private siano protette dalla crittografia end to end.

Le etichette di Apple dimostrano così quanto l'impero di Mark Zuckerberg conosce di noi. Per verificarlo, se si ha un dispositivo Apple, basta andare nello store e controllare i "dati collegati a te" delle singole app. Lo abbiamo fatto per Signal, Telegram, WhatsApp e Messenger. Per capire la portata delle informazioni che condividiamo con Big Tech, vi consigliamo di cliccare su "Vedi dettagli" all'interno della sezione privacy. Il risultato lascia di stucco.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

okorop1

Lun, 18/01/2021 - 10:28

Proprio per questo non va usato faccialibro, whatsapp e via di scorrendo per cose importanti e che si vogliono tenere sotto controllo...con facebook già era fatto ora visto che i polli sono inferiori passano a prendersi i dati di whats app, applicazione di messaggistica in cui magari si condividono anche cose importanti ma credendo siano protette ce le si lascia scappare...invece!!!!

roberto67

Lun, 18/01/2021 - 10:30

Le app hanno i dati che noi volontariamente concediamo, veri o falsi che siano. Su FB posso iscrivermi con un nome di fantasia, data di nascita inventata, usare un indirizzo email anonimo creato apposta, senza aggiungere i dati opzionali (indirizzo, lavoro, scuola ecc.). A questo punto FB conosce vari dati di una persona inesistente. FB ha anche le foto che condivido su quella piattaforma, non le altre, e lo stesso vale per filmati, acquisti, partiti politici seguiti ecc. Le altre app funzionano in modo simile.

Jon

Lun, 18/01/2021 - 10:34

A differenza di W.A. Signal dispone di algoritmi di cifratura, come Curve25519, AES-256 e HMAC-SHA256. Tutte le chat, foto, posizione, file inviati, non viene registrato sui suoi server e rende l’app rispettosa della privacy degli utenti.. MA la cosa importante e' che LA FINALITA' NON E' Speculativa, ed il programma e' Open Source..!!

Ritratto di wciano

wciano

Lun, 18/01/2021 - 11:15

@Jon: il sistema di Signal comunque ha dei server e dei costi. Chi li paga se tutto è gratis? Vale il detto "se non sai quale è il prodotto, tu sei il prodotto"

Ritratto di Flex

Flex

Lun, 18/01/2021 - 11:34

La scoperta dell'acqua calda, Semmai dovremmo chiederci perché la politica non legifera per disciplinare i social e le App. Che raccolgono dati?

Jon

Lun, 18/01/2021 - 11:44

@wciano..e' vero..E' gratis solo il formaggio nella trappola dei topi..!! Ma e' la tipologia della societa', che conta: cioe' la Signal Technology Foundation, e' oraganizzazione No Profit e non e' quotata in Borsa per cui non deve dare dividendi agli azionisti, e non necessita della vendita dei dati come Facebook..Acton,il fondatore ha versato 50 mil.$ per finanziarla, e potra' ricevere tanti fondi da chi non ama Zuckerberg..!!

giovanni951

Lun, 18/01/2021 - 14:11

via da Instagram,e da WA ; da tempo via da FB d Twitter; ora solo Telegram

Divoll

Lun, 18/01/2021 - 14:55

Eh, eh, mai avuto un account su FB e tra poco passo a Signal, cancello WA e tanti saluti. Noi utenti abbiamo in realta' piu' potere di quanto crediamo e le multinazionali sono colossi su piedi di argilla.

Divoll

Lun, 18/01/2021 - 14:56

@ wciano - Signal sopravvive con le donazioni volontarie degli utenti

Ritratto di saggezza

saggezza

Lun, 18/01/2021 - 15:09

vi è poco da tergiversare fra questa o quell'altra applicazione; se volessi avere una sicura e completa riservatezza, l’unico mezzo per comunicare, anche se più lento, è quello di usare il pizzino.