Starlink: come funziona, quanto costa e quando arriva in Europa

Starlink è il nuovo servizio di connettività a larga banda via satellite di Elon Musk, caratterizzato da alte velocità e bassa latenza: ecco come funziona, quanto costa e quando sarà disponibile in Europa

Starlink è una divisione di SpaceX, l’azienda spaziale del magnate tecnologico Elon Musk. La missione principale di questo dipartimento è quella di lanciare e posizionare una mega-costellazione di satelliti attorno al globo terrestre, per creare una connessione satellitare di nuova generazione.

Un progetto che ha generato grande curiosità dagli utenti in tutto il mondo, soprattutto fra coloro non ancora raggiunti da un accesso internet sufficientemente veloce. A differenza dei più classici servizi via satellite, Starlink promette infatti latenze basse, permettendo così di abilitare una lunga serie di servizi real time oggi spesso inibiti sfruttando le soluzioni in orbita geostazionaria.

Una mega-costellazione di mini-Satelliti

Migliaia di mini-satelliti - dal peso di circa 260kg, quattro antenne, un unico pannello solare e un sistema propulsivo a ioni alimentato al kripton - orbiteranno la Terra a un’altitudine di 550km, fornendo internet via satellite a chiunque disponga di una parabola apposita. Questi satelliti si trovano a orbite relativamente più basse rispetto ai tipici satelliti (~1000km o più) e sono programmati per uscire dalla loro orbita precipitando sulla Terra - polverizzandosi nell’atmosfera - al termine della loro età operativa. SpaceX precisa inoltre che, anche se il sistema propulsivo dovesse fallire, l’orbita è talmente bassa da degradare automaticamente nel giro di qualche anno.

I satelliti Starlink sono equipaggiati con un sistema di manovra e navigazione integrato con il Sistema di Monitoraggio di Detriti (“Debris Tracking System”) del Dipartimento della Difesa Statunitense. Se il satellite rileva la possibile collisione con un detrito in orbita, può effettuare autonomamente delle manovre per evitare l'impatto.

SpaceX ha già speso all’incirca 10 miliardi di dollari per questo sistema e molti altri lanci saranno necessari per garantire una ricezione mondiale. Nel frattempo i primi 900 satelliti, insieme a varie stazioni di trasmissione terrestri, sono già in fase di beta pubblica negli Stati Uniti settentrionali e in Canada. In questa fase è emersa una velocità tra circa 50-150 Mbps e una latenza tra i 20-40 ms. L’azienda ha già avvertito i suoi beta tester che malfunzionamenti e basse velocità sono da considerarsi normali in questo periodo di collaudo. Idealmente, Starlink arriverà ad 1 Gbps.

L’interesse è già altissimo. Starlink ha infatti annunciato di aver avuto richieste di partecipazione da oltre 700.000 famiglie negli Stati Uniti. Starlink ha lo scopo di fornire internet non solo a zone rurali, dove la fibra o gli accessi DSL non esistono, ma anche a quelle metropolitane, competendo con un costo mensile paragonabile ad altri fornitori di rete.

Nelle zone rurali, molto diffuse nel Nord America, normalmente i residenti devono fare affidamento a connessioni via satellite, a costi alti e con un servizio non sempre ottimale. Ad esempio, fornitori come Viasat e HughesNet possono costare dai 30 ai 200 dollari mensili. Questo per una velocità tra i 12 ed i 100 Mbps e una latenza tra i 600 e 800 ms. In paragone, Starlink chiederebbe una quota mensile di circa 100 dollari per una velocità fino a 1 Gbps e una latenza di appena 25-40 ms. Un prodotto superiore e ben integrato con una costellazione di ultima generazione.

Costi per il kit Starlink e l'abbonamento

L’abbonamento a Starlink è di 99 dollari mensili. Naturalmente è necessario comprare anche il kit, venduto a 499 dollari. Questo comprende un router WiFi e un terminale per connettersi ai satelliti. Il terminale è una parabola auto-orientante che deve essere montata all’esterno, come su un balcone o un tetto. È inoltre già disponibile un'applicazione per smartphone per i dispositivi sugli store per iOS e Android.

Si è già visto come Starlink sia una soluzione innovativa per le zone rurali. Ma nelle aree metropolitane, dove è già presente la fibra o le connessioni DSL? Il costo non è tanto diverso, almeno negli Stati Uniti. Infatti Google Fiber è offerto a 50 dollari mensili per velocità fino a 100 Mbps e 70 dollari per 1.000 Mbps. I listini sono simili anche per il colosso AT&T, tra i 45 e 70 dollari, rispettivamente per le stesse velocità. Paragonate alle velocità promesse da Starlink, anche in città c’è chi pensa di abbandonare la fibra o altre soluzioni di connessione.

Le tariffe possono quindi sembrare elevate per gli europei, abituati a offerte via cavo o via radio davvero economiche, ma non per gli americani che pagano cifre simili non solo per internet a casa ma anche su mobile.

Il programma per l'Europa

Naturalmente ci si chiede quando Starlink sarà operativo in Europa. Con la fase beta già attiva in America, Musk ha annunciato via Twitter di immaginare un'espansione nel Vecchio Continente tra febbraio e marzo.

Musk spiega come sia necessaria l’autorizzazione dei singoli Paesi europei, non esistendo sul Continente un sistema di approvazione unico. Ci sono già delle location programmate per le stazioni di Terra, come Gravelines - al confine tra Francia e Belgio - che dovrebbe garantire ricezione nel Regno Unito e l’Irlanda. Ma anche Villenave-d’Orbon e Belin-Beliet nella Francia meridionale, che dovrebbero fornire ricezione in Francia, Spagna e parte del Portogallo.

Come confermato dalle email di Starlink ai beta tester, non bisogna aspettarsi che tutto funzioni perfettamente sin da subito. Vi potrebbero essere vari problemi nella prima fase di implementazione del servizio e la ricezione, almeno all'inizio, potrebbe non essere sempre continua. Dopotutto, la mega-costellazione è lontano dall’essere completata.

La prova più difficile: l’inverno

Una delle maggiori critiche riguardo la trasmissione satellitare è il problema del maltempo. Infatti, nelle zone rurali gli utenti spesso si lamentano di essere esclusi dalla navigazione a causa di avverse condizioni meteo. Una nevicata può coprire una parabola satellitare, il vento potrebbe abbattere torri di ritrasmissione e molto ancora.

A meraviglia di molti, il sistema Starlink ha riportato risultati sorprendenti anche in presenza di maltempo. La parabola - chiamata scherzosamente "ufo on a stick" dal creatore Musk, ovvero "ufo su un palo" - si riscalda abbastanza da scogliere da sola la neve accumulata. In ogni caso, nevicate abbondanti possono portare a un rallentamento del servizio, ma difficilmente l'impossibilità di navigare. Un beta tester ha pubblicato su YouTube le prove con una parabola innevata: le velocità rimangono attorno ai 20 Mbps, con circa 200 ms di latenza.

Le critiche degli astronomi

Come tutte le aziende spaziali, anche Starlink deve vedersela con gli astronomi. Per osservare il cosmo, gli scienziati sfruttano telescopi ottici e radiotelescopi. I telescopi ottici sono sicuramente i più noti, perché ricevono la luce da fenomeni spaziali per ricrearne un’immagine. Con la moltiplicazione dei satelliti in orbita, per i telescopi ottici l'osservazione del cielo si è fatta più difficile: poiché l'esposizione dura per ore - non viene creata una foto istantanea - il passaggio di satelliti orbitanti lascia delle scie tali da coprire i corpi celesti. Più satelliti ci sono, più sarà difficile trovare una zona di cielo incontaminata. I satelliti di Musk sono già visibili nel cielo notturno.

Purtroppo, vi sono ostacoli anche per i radiotelescopi. Diversamente da quelli ottici, questi ultimi si focalizzano sul ricevere onde radio da varie sorgenti nello spazio. Sono talmente sensibili addirittura da rilevare elementi chimici tra le stelle.

Per renderci conto della sensibilità di questi strumenti, il Square Kilometer Array (SKA) in Sudafrica - una zona con radiotelescopi che copre una superficie di circa un chilometro quadrato - non permette l'avvicinamento all'area con comuni oggetti radio, come uno smartphone. Ebbene, secondo le autorità di questo progetto intergovernativo, Starlink interferirebbe su un canale radio usato proprio da SKA, causando problemi nella ricerca di molecole organiche che sono fondamentali nella ricerca astronomica. Secondo alcuni, quando Starlink riuscirà a mandare in orbida i suoi 100.000 satelliti, potrebbe ridurrebbe la sensitività del telescopio a zero. Le autorità coinvolte nell’operazione e sviluppo di SKA chiedono quindi un intervento governativo e regolatore, per salvaguardare il cielo e lo spettro delle onde radio.

I satelliti artificiali hanno sempre causato inquinamento di luce e radio. SpaceX ha già integrato alcune soluzioni, come l’uso di una pittura che riduce il riflesso e sta studiando altre innovazioni per ridurre ulteriormente questo problema. Considerando i continui succeddi di Elon Musk, è probabile che anche questa questione venga presto risolta.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

Beraldo

Lun, 16/11/2020 - 14:46

Tranquilli continuate a parlare di complottisti, state cercerati e non disturbate.

ROUTE66

Mar, 17/11/2020 - 10:36

Una trentina di anni fa ,ci aveva già pensato MOTOROLA,poi fini malissimo,e forse è da quel disastro che non si è più ripresa. E oggi è nelle braccia dei CINESI. perciò ATTENZIONE