Teheran, la denuncia di Mussavi: confessioni estorte con la tortura

Dire critiche contro il regime da parte del leader dell'opposizione: "Le confessioni dei manigestanti fanno venire in mente le torture medioevali. Processo truccato". L'ex presidente Khatami: "Processo agli oppositori anticostituzionale

Teheran, la denuncia 
di Mussavi: confessioni 
estorte con la tortura

Teheran - Il capo dell'opposizione iraniana Mir Hossein Mussavi ha denunciato oggi sul suo sito, in merito ai manifestanti anti regime e ai responsabili riformatori sotto processo a Teheran, che "le confessioni fanno venire in mente le torture medioevali". "Di cosa vogliono convincere il popolo con confessioni che ricordano le torture del Medioevo?", è la domanda che si pone Mussavi. E aggiunge: "Dicono che i ragazzini della rivoluzione hanno confessato durante il processo di ieri i loro legami con i nemici e un piano per rovesciare la Repubblica Islamica. Tutto quello che io ho sentito, sono i gemiti che fanno capire quello che hanno subito durante questi cinquanta giorni" di detenzione. Anche Mussavi poi, come l'ex presidente riformista Mohammad Khatami, afferma che questo "é un processo dove tutto è truccato".

Deputati conservatori: estremista, lo abbiamo denunciato Alcuni deputati iraniani hanno denunciato per le sue "attività estremiste" Mir Hossein Mussavi. Lo ha reso noto il deputato conservatore Mohammad Taghi Rahbar, citato oggi dall'agenzia Fars. "Questa denuncia è stata depositata alcune settimane fa per le azioni estremiste dello sconfitto candidato del movimento dei riformatori Mussavi. Vorremmo che la magistratura la esaminasse", ha dichiarato Rahbar, che è membro della commissione giudiziaria del Parlamento.

Khatami: anticostituzionale il processo agli oppositori L'ex presidente riformista Mohammad Khatami ha denunciato il processo ai manifestanti giudicati per aver partecipato alle proteste post-elettorali, definendolo "contrario alla Costituzione, alla legge e ai diritti dei cittadini", in un comunicato pubblicato oggi dal suo ufficio. "Questo tipo di messa in scena è innanzitutto contraria agli interessi del regime e mina la fiducia dell'opinione pubblica", ha aggiunto il religioso riformista. Secondo l'ex presidente "le confessioni ottenute in queste condizioni non hanno alcuna credibilità ". Ieri, nella prima udienza di un maxi-processo a un centinaio di esponenti riformisti, giornalisti e manifestanti, l'ex vice-presidente Mohammad Ali Abtahi, un fedelissimo di Khatami, ha 'ammesso' che le accuse di brogli nelle presidenziali del 12 giugno erano "false". Abtahi ha anche chiamato in causa Khatami, il candidato sconfitto Mir Hossein Mussavi e l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, affermando che i tre hanno stretto un "patto" contro il presidente rieletto Mahmud Ahmadinejad. Ieri sera, in un comunicato pubblicato dal potente Consiglio per la determinazione delle scelte, da lui presieduto, Rafsanjani ha negato di essersi alleato con i leader riformisti e ha anch'egli messo in dubbio "la credibilità di confessioni ottenute in modo non chiaro".

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