Tendenze, nuove vibrazioni tra colore e tecnologia

Concludiamo, oggi, il percorso sulle aree di tendenza nella gioielleria, definite e proposte durante Vicenzaoro Spring, nello spazio «Trend Vision Inspirations». Si tratta di un importante risultato del lavoro sul medio-lungo termine che Fiera di Vicenza sta effettuando attraverso il progetto Trend Vision Jewellery+Forecasting, il primo centro indipendente di forecasting mondiale specializzato sull’evoluzione dello stile in funzione delle attitudini dei consumatori.
Dopo aver illustrato, il 10 ed il 16 maggio scorsi, i focus di prodotto denominati Surreal Garden, Green-Tech, Decorama, Oriental Excesses, Indigenuity e Folk-Luxe, ci apprestiamo a presentare spunti creativi che risentono d’influssi contemporanei, come la tecnologia e la comunicazione globale.
Nello specifico l’area Neo Wonder, individua le fonti d’ispirazione nella realtà virtuale e nell’approccio tecnologico, dando vita a un gioiello multifunzionale, flessibile e unisex, comunque qualitativo. Metalli nobili e alternativi sono lavorati per amplificarne la leggerezza oppure sono sottoposti a trafori industriali e trattamenti al laser a tracciare pattern regolari e texture con le finiture preziose di diamanti colorati e gemme. Ecco, allora, serigrafie «effetto tattoo», glitter, pavè geometrici ed evoluzioni grafiche. Non mancano, poi, gli effetti plissettati, accompagnati da soluzioni comuni e diffuse quali chiusure e moschettoni tecnici, abbinamenti di metallo e diamanti con la gomma.
Nell’ambito del trend High Vibrancy, invece, rientrano quei gioielli che puntano sul colore e, in generale, su di una chiave di lettura veloce e immediata per rivolgersi agli interlocutori della società «globale», ossia il pubblico della nuova generazione.
Dunque, il compito dell’accessorio prezioso in oggetto è quello di raccontare una storia o un messaggio in pochi istanti, utilizzando forme semplici, lineari, e materiali derivanti da ricerca e sperimentazione. Proprio le sintesi materiche inusuali e la concretizzazione di nuove combinazioni che sfidano le frontiere del design costituiscono il leit-motiv di fondo per accogliere effetti luminosi e fluo dalle cromie particolari, il tutto senza rinunciare alla funzionalità.
Inevitabile, infine, accennare alla mostra su Riccardo Dalisi, nato a Potenza nel 1931, figura di spicco nel panorama internazionale dell’arte contemporanea. Architetto e designer, attraverso intuizioni straordinarie, ha saputo coniugare il lavoro su scala industriale con quello su piccoli numeri, permeando entrambi di una poesia inconsueta.
A lui, comunque, va innanzitutto il merito, storicamente riconosciuto, di avere inventato l’arte povera prima ancora che questa diventasse una corrente ufficiale. È stato il primo ad assemblare materiali di riciclo, come latta, carta, rame, ferro, lamierino, ceramica, vetro, legno, stoffa, trasformandoli in vere e proprie opere d’arte.

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