Che vita da Carlo. Sembrava, quella di Monte Carlo, davvero una puntata della serie Tv, e Daniil Medvedev il perfetto protagonista di quelle storie che solo Carlo Verdone sa raccontare. I due - tra l'altro - sono amici, ed ecco perché Berrettini dopo l'incredibile doppio 6-0 inflitto al russo ha scritto sulla telecamera «scusa Carlo V.». Anche se a scusarsi avrebbe dovuto essere il suo avversario.
«Ho giocato una delle migliori partite della mia vita», e ti credo: vista dalla parte di Matteo non fa una grinza. Anche perché il romano ha giocato bene davvero, come forse non si vedeva da un po': «Durante il match stavo pensando che, quando giocai contro Daniil la penultima volta, all'ATP Cup, avevo la stessa sensazione che, secondo me, ha avuto lui oggi. Cioè quella di non sapere bene come vincere il punto». Ha lottato nell'unico game giocato, il primo nel quale ha rischiato di perdere il servizio, poi il match è andato via con la testa di Medvedev. Capita ai giocatori di scacchi (e lui lo è) di perdere la trebisonda, e ne sa ben qualcosa il suo ex coach Gilles Cervara. Ieri la novità è stato il reiterato maltrattamento della racchetta, sbattuta per terra sette volte prima di finire direttamente nel cestino dei rifiuti: sarà multone, ma che volete che gli interessi...
Berrettini, invece, continua la corsa e oggi incontrerà alle 11 Fonseca presentandosi con un record di 16 game vinti a zero in due turni, solo che il fenomeno brasiliano è uno integro con i nervi saldi.
Si rivedranno in campo anche Sinner (contro Machac, secondo match sul Centrale) e Alcaraz contro Etcheverry. Non più Musetti, ko 7-6 (6), 7-5 contro il monegasco Vacherot e Cobolli, battuto con un doppio 6-3 da Blockx. Un altro romano scontento.