Dopo un inizio di stagione impressionante, con 16 vittorie consecutive sul cemento che gli hanno consentito di aggiungere alla sua già prestigiosa bacheca il primo Australian Open della carriera, con tanto completamento del Career Grand Slam, e il trofeo dell’Atp 500 di Doha, Carlos Alcaraz si è improvvisamente inceppato.
Il numero uno al mondo, infatti, è stato eliminato con pieno merito da Daniil Medvedev nella semifinale dell’Atp 1000 di Indian Wells, quando tutti si aspettavano l’ennesimo confronto con Jannik Sinner nella finalissima del torneo, e ancor peggio è andata nel successivo impegno al Miami Open: Carlitos ha subito una cocente e prematura sconfitta al terzo turno per mano del numero 36 al mondo Sebastian Korda, col quale aveva prima di ieri un parziale di 4-1, avendo perso in un’unica circostanza al secondo turno dell’Atp 1000 di Montecarlo nel 2022.
Il giovane tennista iberico non ha nascosto la sua delusione dinanzi ai microfoni nel corso della conferenza stampa post partita, rimarcando ancora una volta un concetto che aveva fatto discutere nei giorni scorsi, portando perfino lo “zio Toni”, ex coach di Rafa Nadal, a criticarlo apertamente. Durante Indian Wells Alcaraz aveva dichiarato di sentirsi stanco e di avere un “bersaglio sulla schiena”, sostenendo quindi che ogni avversario con cui si trovava a giocare contro di lui sfoderasse le sue armi migliori, riuscendo sempre ad andare oltre il livello solitamente espresso: “Contro di me, ormai, sono tutti Federer”. Il clamore mediatico suscitato da quelle parole lo hanno spinto a moderare il suo sfogo, ma il concetto di fondo è rimasto invariato.
“A parte la sconfitta, penso di essere ancora sulla strada giusta”, ha spiegato Carols, “quello che stavo allenando l'ho messo in campo davvero bene. In questo torneo ho iniziato a sentirmi sempre meglio". Testa ora alla stagione sul rosso, dove dovrà difendere un’enormità di punti: sono 4.330, frutto dei successi al Roland Garros (2mila), a Montecarlo e Roma (1000+1000), e della finale raggiunta all’Atp 500 di Barcellona (330). “Adesso tornerò a casa, ho bisogno di rilassarmi con la mia famiglia e i miei amici. Non so quanti giorni liberi il mio team mi consentirà di prendere, ma l'obiettivo è prendermi qualche giorno, ricaricare le batterie ed essere pronto per la stagione sulla terra battuta".
Stuzzicato sul tema “bersaglio”, Alcaraz non si è discostato tanto dalle sue precedenti dichiarazioni, per quanto abbia tentato di edulcorarle. "So che d'ora in poi tutti giocheranno così e io devo farmi trovare pronto, dovrò partire dal presupposto che il livello dei miei avversari sarà questo”, ha spiegato. “È un po' fastidioso, ma è una cosa che bisogna accettare. Io devo andare avanti e dare il massimo. Ho tanti colpi a disposizione durante la partita. Anche se Korda ha giocato al di sopra del suo livello normale, io c'ero”, ha aggiunto, “dai prossimi match cercherò di non lasciarli in partita per tutto il tempo. Cercherò di spingerli ancora di più al limite".
Dal canto suo, Jannik tenterà di massimizzare portando a casa l’ambito “Sunshine Double” (vittoria a Indian Wells e Miami), che non riesce più a nessuno dal magico 2017 di Roger Federer. Al momento la classifica vede Carlitos in testa con 13.590 punti e Sinner secondo con 11.450 punti (- 2140), ma è bene sottolineare il fatto che il tennista italiano non ha punti da difendere ad aprile, visto che l’anno scorso non scese in campo per scontare la squalifica, mentre lo spagnolo ha in scadenza i 1000 di Montecarlo e i 330 di Barcellona.
Alcaraz, che fu eliminato al secondo turno a Miami 2025, ha guadagnato 40 punti, ma avendo saltato tutto il torneo lo scorso anno il nostro tennista può ulteriormente ridurre il divario dal rivale. Al momento Carlos sa già che resterebbe al comando anche in caso di vittoria di Jannik, ma se l’italiano centrasse almeno la semifinale l’agognato sorpasso potrebbe avvenire già a Montecarlo. Chiaro che un successo in Florida sarebbe un’ottima spinta, che lo potrebbe portare a soli 1.190 punti dalla vetta: è questo lo scenario migliore, perché prima dell’inizio del torneo nel principato il divario si ridurrebbe a 190 punti, togliendo i 1000 del trionfo del 2025. Sarebbe sufficiente vincere il torneo per tornare numero 1, indipendentemente dal risultato del rivale: qualora entrambi arrivassero ai quarti, per Jannik sarebbe sufficiente fare un turno in più dello spagnolo per tornare in cima alla classifica.
Se non fosse possibile assaltare
il primato nel Principato, le occasioni ci sarebbero anche più avanti: tra Roma e il Roland Garros, Carlos deve difendere 3mila punti, contro i “soli” 1850 di Jannik, frutto delle finali di al Foro Italico e Parigi.